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Dasaesi riuniti in fb nel gruppo "Dasà nel cuore"
Significativo successo sta riscuotendo il gruppo facebook "Dasà nel cuore". Lo spazio è amministrato dal dasaese Antonio Corrado che ha chiamato a raccolta i dasaesi, iscritti al social network, abitanti nei più svariati punti di Italia e del Mondo. Molto nutrita è la componente domiciliata a Dasà che si apre ai compaesani emigrati dal borgo natio o che a esso sono affezionati avendo ivi trascorso periodi di vacanza o per avere in esso origini e parentela. Attualmente, mentre scrivo, la quota iscritti ha toccato il numero 468; l'ambizione è quella di arrivare a quota 1000!
Nel gruppo si discute su tutto ciò che riguarda Dasà.
In particolare, vecchie foto, inserite dai naviganti, vengono commentate dagli iscritti facendo riaffiorare alla mente di tanti dasaesi, magari assenti da tempo dal paese, reconditi pensieri del tempo che fu, spesso di quando si era giovani o bambini.
Il motto del gruppo scelto da Antonio è "l'unione fa la forza".
Per adesso l'entusiasmo non manca fra i partecipanti.
Il gruppo sempra essere anche diventato oltre che una vetrina storica del paesello anche luogo di progetto di eventi: uno proposto, ad esempio, per il giorno 19 febbraio 2012 è quello di trascorrere a Dasà una giornata giocando al "Ruoju"; antico gioco paeseano con cui i concorrenti lanciavano, contendendosela, una "forma di formaggio".
La novità per questa volta pare essere la presenza delle donne tra i concorrenti. A tale evento ha dato il suo beneplacito l'Associazione Culturale Dasaese, sempre sensibile agli eventi che si organizzano nel paese.

Interessante è come il social network riesca ad abbattere il divario generazionale esistente tra i membri - rompendo la proverbiale incomunicabilità; a tal proposito positiva è la voglia che i componenti più giovani hanno d'apprendere da quelli più adulti se il tema accomunante è un luogo, un evento del paesello, un detto, un oggetto d'altri tempi.
Per chi volesse visitarlo o iscriversi ecco il link del gruppo:

https://www.facebook.com/#!/groups/...12170513866/



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Tagli ai treni, un'odissea tornare in Calabria
"Prenotazione non consentita; Posti esauriti; Spiacenti, il convoglio è già completo; Ritardo; Cancellazione?". La firma, in calce a queste tipiche espressioni da sold-out natalizio, è quella di Trenitalia. Alzi la mano chi, dovendo prendere il treno negli ultimi quattro-cinque giorni, non si è imbattuto in un convoglio già tutto pieno, in un ritardo o, peggio ancora, in una soppressione last-minute con rimborso non previsto.

E lasciando stare per un momento le sovrattasse, le multe e le condizioni di vivibilità delle carrozze (Frecce escluse, ovviamente) viene da chiedersi se davvero sia un'impresa così titanica poter prendere il vecchio e caro treno per tornare in famiglia in occasione delle festività. Se si è calabresi poi, c'è un'aggravante non da poco. E così accade che arrivare da Roma Termini a Cosenza somigli sempre di più ad una vincita al superenlotto piuttosto che la realizzazione di un diritto, sancito dalla legge, alla libertà di movimento. Una dimostrazione? Prendete la mattina del 22 dicembre scorso all'hub centrale di Trenitalia (così chiamano oggi la Termini). L'odissea inizia quando ci si mette in fila per acquistare i biglietti, fila che poi si rivelerà inutile. Tutti i treni diretti a Cosenza sono pieni, così come quelli del giorno dopo? Ma non sono solo i "ritardari" a dover fare i conti con i biglietti esauriti, lo stesso è successo a quanti hanno provato a prenotare il posto con molti giorni di anticipo. «Già dall'otto dicembre era tutto esaurito - racconta il signor Nato - non c'era nessun posto libero per il 22 dicembre e alla fine siamo riusciti a prenotare gli ultimi due sulla Frecciarossa 9537 diretto a Salerno. Abbiamo pagato il doppio e il cambio era l'unica soluzione possibile. Ma anche il treno veloce è arrivato con qualche minuto di ritardo, così abbiamo rischiato di perdere la coincidenza per Cosenza».
L'effetto dei tagli si ripercuote così sui pendolari: un disagio che Trenitalia ha deciso di far pesare proprio durante le festività, dove la domanda di mobilità sulle tratte Nord-Sud è più elevata. La necessità era quella di far quadrare i bilanci, e i servizi «sono stati soppiantati dai voli low cost», si giustificarono così i vertici delle Ferrovie. «Ma vallo a trovare un volo a basso costo per il 22 dicembre, la verità è che potenziano solo l'alta velocità e poi del Sud nessuno se ne frega nulla e da Salerno in giù si torna sui vecchi binari a velocità normale». Il coro di proteste è unanime ma alla fine tutti pensano che ormai le parole servono a poco; basterebbe «vivere solo una volta questa vita da pendolare per capire come stanno realmente le cose».
Su questi treni si incontrano migliaia di viaggiatori che per ragioni di lavoro o di studio partono per il Nord per poi far rientro a casa il fine settimana o durante le vacanze. Ma ora tutto sarà più complicato: i prezzi si raddoppiano e sarà necessario viaggiare di giorno perdendo un?intera giornata. In molti questo Natale hanno avuto problemi per raggiungere le regioni del Sud? poco importa se il vagone era sporco, se i bagni non funzionano, se si arriva con tre ore di ritardo, se si viaggia come sardine: l'importante era tornare dalle proprie famiglie. A Bologna in molti hanno preferito pagare addirittura una soprattassa pur di salire sul treno. Esauriti i posti a sedere, i pendolari hanno pagato 100 euro invece di 50 per viaggiare otto ore in piedi, stipati lungo i corridoi del vagone. Pratica non proprio legale, ma saldando una "multa" prima di salire sul treno tante persone sono riuscite a rientrare a casa. E così si sale a bordo per un altro "viaggio della speranza". Altro che comodità, carrozze relax e i confort garantiti da Trenitalia. Per non parlare delle difficoltà che hanno molte persone disabili a salire su quei treni vecchi con gradini altissimi e sedili troppo stretti. Ma qui si scende verso il sud, dove l'alta velocità non esiste e non trovi un treno che ogni trenta minuti ti porta nella tua città. Dunque bisogna accontentarsi: i treni per la Calabria diminuiscono sempre di più e vengono ridotti puntualmente proprio durante le festività. E anche questa volta a pagarne le conseguenze è il Mezzogiorno.

s. m.

28 dicembre 2011
Fonte Calabria Ora

Buon Anno Nuovo 2012
Tanti Auguri di Buon Anno Nuovo 2012 a tutti i visitatori di Altomesima Online. Che il nuovo anno possa essere foriero di nuove opportunità per tutti noi, in questo periodo di crisi e confusione totale. Mi auguro che quanto prima possano essere messi al bando i fuochi d'artificio legali e illegali, autentico segno di inciviltà per festeggiare l'arrivo del nuovo anno che causano tanti incidenti fra la specie umana e la specie non umana, in particolare fra i cani che muoiono di infarto.
Attualmente, quasi 1000 comuni hanno varato una norma di messa al bando dei fuochi artificiali.
Basterebbe il botto di un buon spumante italiano e auguri sinceri, per il nuovo anno, fra i i famigliari o fra i convenuti alle varie feste che si organizzano per questa occasione.
BUON ANNO 2012!

Quella notte a Betlemme di Mike Arruzza
Ci sono 9 risposta/e, l'ultimo messaggio è stato inserito il 16 dicembre 2011 alle ore 21:25:10 da Alescio Graziella
Risposta:
semplicemente meraviglioso!

MANOVRA, FERRERO: «LETTERA APERTA ALLA SINISTRA...
MANOVRA, FERRERO (PRC - FdS): «LETTERA APERTA ALLE FORZE DELLA SINISTRA: COSTRUIAMO UN'OPPOSIZIONE E UN'ALTERNATIVA A QUESTA MACELLERIA SOCIALE»
Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista - Federazione della Sinistra, ha inviato oggi una lettera alle forze della sinistra, a partire da Antonio Di Pietro e Nichi Vendola, per chiedere di «fare congiuntamente battaglia politica» su temi specifici quali «la patrimoniale, l'aumento della tassa sui capitali scudati, il taglio delle spese militari, il contrasto all'evasione fiscale, il blocco delle grandi opere inutili e dannose, il taglio dei privilegi della politica e la richiesta di un tetto di 5000 euro alle pensioni d'oro».
Nel suo messaggio alle altre forze della sinistra, Ferrero chiede di «definire unitariamente un luogo, in cui le forze politiche insieme con le associazioni, i movimenti, il protagonismo di tante e tanti singoli, possano ricostruire una credibile proposta di alternativa».
Di seguito il testo completo della lettera inviata dal segretario del Prc.


Lettera aperta alle forze della sinistra

Care Compagne e Cari Compagni,
la manovra presentata dal governo Monti esplicita, oltre ogni possibile dubbio, che senza un'iniziativa forte sul terreno sociale e senza la costruzione di percorsi unitari delle forze di sinistra, che sappiano porsi come credibile punto di riferimento per il paese, la situazione gravissima in cui ci troviamo è destinata solo a peggiorare.
Il segno di classe della manovra è inequivoco. Si continua nel saccheggio della previdenza, adducendo argomentazioni sull'eccesso di spesa pensionistica, del nostro paese rispetto al resto d?Europa, totalmente prive di fondamento. Ci si accanisce sulle vite e sui progetti di vita delle lavoratrici e dei lavoratori, con l'annullamento di fatto dell'età pensionabile e il salto di 6 anni che dovrebbero subire molti lavoratori per poter andare in pensione, con la vera e propria persecuzione delle donne, con il passaggio al contributivo e il blocco delle rivalutazioni delle pensioni, tanto più inaccettabili a fronte di prestazioni basse e da molti anni non più legate agli aumenti delle retribuzioni. Niente si fa sugli scandali veri del nostro sistema previdenziale, il furto di futuro per i precari e le giovani generazioni, e l'intollerabile privilegio di cui godono le pensioni d'oro dei dirigenti.
Al posto dell'aumento delle aliquote per i redditi alti, si sceglie l'aumento dell'addizionale Irpef, tassa piatta e perciò iniqua. La manovra sulla casa sarà una stangata pesante che non si preoccupa di salvaguardare i lavoratori ed i ceti medio bassi, così come l?intervento sull'Iva e sui carburanti, colpiranno in maniera indifferenziata, e dunque colpiranno di più chi ha meno.
A fronte di tutto questo alle imprese vengono regalati nuovi sconti fiscali e soprattutto risulta scandalosa l'assenza di una patrimoniale e l'entità, ridicolmente bassa della sovratassa sui capitali scudati.
Costruire percorsi unitari significa per noi, cimentarsi su un progetto di futuro. Significa, prima di tutto ridisegnare in radice la costruzione europea e intanto da subito battersi perché si faccia la sola scelta in grado di contrastare realmente ed immediatamente la speculazione. Come andiamo dicendo almeno dalla crisi greca, se la BCE non si comporterà come fanno tutte le Banche Centrali del mondo a partire dalla Federal Reserve negli Stati Uniti, acquistando direttamente titoli di stato dei paesi membri, la speculazione continuerà, con il ricatto emergenziale che sequestra la politica e la democrazia.
Accanto a questo dovremmo scegliere alcuni obiettivi su cui è fare congiuntamente battaglia politica:
- una patrimoniale, sul modello di quella presentata qualche tempo dalla CGIL, con la previsione della tassazione progressiva a partire dall'1% dei patrimoni immobiliari e finanziari e l'esenzione della fasce fino agli 800.000 euro, in grado di produrre un gettito di quasi 20 miliardi.
- l?aumento al 15% della sovratassa sui capitali scudati, per un gettito di almeno 15 miliardi.
- misure di reale contrasto ad un'evasione fiscale stimata in oltre 120 miliardi e vera anomalia del nostro paese rispetto all'Europa
- il taglio drastico delle spese militari: degli F35 con il loro costo pluriennale di 17 miliardi, ma anche della missione militare in Afghanistan, e degli organici di un esercito in cui i graduati sono più dei soldati semplici, come ci chiedono da tempo le associazioni pacifiste e che potrebbe produrre risorse annue per almeno 4 miliardi.
- il blocco delle grandi opere inutili e dannose, come la TAV in Val Susa con i suoi 17 miliardi di oneri per il bilancio pubblico o il terzo Valico della Milano Genova che impatta per 6 miliardi, come avvio di un ripensamento complessivo di quelle grandi opere di cui il governo Monti vuole invece accelerare la approvazione.
- il taglio dei privilegi della politica, che potrebbe portare risorse per almeno 2 miliardi, senza fare operazioni, come quella sulle Province, che sono invece tagli alla democrazia.
- la richiesta di porre un tetto drastico a 5000 euro alle pensioni d'oro e ad ogni cumulo pensionistico.
Sono poche semplici proposte, non solo per impedire il massacro sociale che si prospetta, ma che consentirebbero anche di fare un piano per la buona occupazione, le politiche industriali, la riconversione ambientale e sociale dell'economia. Un modello alternativo a quello dell'attacco micidiale dell'articolo 8 e della nuova manomissione annunciata. Che consentirebbero, non di distruggere, ma di riqualificare ed ampliare il welfare, a partire dalla necessaria introduzione di un reddito sociale minimo.
Crediamo che sia sempre più urgente discutere nel merito di proposte e percorsi unitari. Di opposizione e di progetto dell'alternativa. E' questo il mandato anche del nostro ultimo congresso. Per questo vi propongo di definire unitariamente un luogo, in cui le forze politiche insieme con le associazioni, i movimenti, il protagonismo di tante e tanti singoli, possano ricostruire una credibile proposta di alternativa.

In attesa di un vostro riscontro.

Un caro saluto, Paolo Ferrero


Fonte: http://www.controlacrisi.org
7 dicembre 2011

NOSTALGIA DI UN CALABRESE
Nostalgia di un calabrese,
poesia di Nicola Pistininzi.

In mezzo del cammino di mia vita
lasciai il paese dove sono nato.
Come fù triste l'ora di partita
quando da lui mi sono allontanato.
In terra straniera continuai la vita
il mare tempestoso ho attraversato.
in San Paolo (brasile) cessò la gita
dove certo cesserà l'ultimo fiato.
Più di cinquanta anni son passati
che ho lasciato il mio paesello.
Quando ragazzo andavo nei boscati
a procurare il nido dell'uccello.
il ricordo di questo paesello
rammenta tutto quello che ho passato
ricordo petriano il fiumicello
dove parecchie volte mi ha bagnato...
...Colui che entra in questo paese
e buon che faccia il segno della croce,
bada di pagare tutte le spese
così potrà uscire in santa pace.
finisco questi miei ricordazioni
che vennero ad aumentare la nostalgia,
a SAN NICOLA il mio protettore
onomastico ci porto con gagliardia.
Nicola Pistininzi

ENERGIA DA FOTOVOLTAICO
Una terza parte di panorama di Dasà e già spuntano 5 fotovoltaici e 4 scaldabagni solari.



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Addio Nicola Filardi
Ci sono 1 risposta/e, l'ultimo messaggio è stato inserito il 24 novembre 2011 alle ore 22:24:30 da mimc
Risposta:
Nicola Filardi era una persona splendida su tutti i punti di vista:
sincera, leale, altruista, gioviale, amante del suo Paese e dei suoi compaesani, pronto all'amicizia e molto estroverso.
Con sacrifici enormi ha costruito il suo "piccolo impero", alla cui vetta vi è la sua famiglia, giorno dopo giorno ed era felice per questo.

Purtroppo ci racconta la moglie Graziella "Non abbiamo fatto in tempo a sapere che era malato che il Signore ce lo ha portato via strappandolo ai suoi cari e a quanti lo conoscevano.
Era molto orgoglioso della sua amata Dasà, la sua terra, le sue vie storiche, l'Affrontata indimenticabile e quant'altro.
La prego, gentilmente, di portare un abbraccio a tutti quelli che lo hanno conosciuto e che lo ricordano.
"

Sit tibi terra levis, Nicola



Pasquale Galati vince ancora
Ci sono 3 risposta/e, l'ultimo messaggio è stato inserito il 16 novembre 2011 alle ore 19:18:42 da Admin
Risposta:
Pasquale Galati è nato a Wolfsburg (Germania) il 14 settembre del 1988. Figlio di Raffaele Galati e Aurora Capano, acquarese il padre - operaio, emigrato giovanissimo in Germania per lavorare alla Volkswagen come tanti italiani - e dasaese la madre.
Trascorsi i suoi primi cinque anni di vita in Germania, Pasquale rientra assieme alla famiglia a Dasà, per poi riemigrare, anni dopo, in Toscana, Emilia Romagna e da un anno a Sydney in Australia. E' in Toscana che si appassiona alla muay thai (sport simile alla boxe ma che prevede anche uso di piedi, gomiti e ginocchi, oltre che un lavoro corpo a corpo finché c'è attivismo tra i combattenti e che conta in Italia un milione di praticanti).
In Australia ha combattuto 6 incontri in otto mesi vincendone 5 di cui due per K.O.
Nell'ultimo incontro del 12 novembre 2011 nell'evento Revolution Night, svoltosi a Paramatta (Sydney) presso la struttura Roxy Hotel - ove aveva già vinto un incontro per K.O. al secondo round - ha combattuto e vinto, per K.O. al primo round, contro Nathan Washington, campione NSW della federazione WMC soltanto un mese fa.
La vittoria contro Washington con un K.O. gli è valso il titolo Best Figther of The Night consegnatogli da un ispettore WKN (World Kickboxing Network).
Racconta Pasquale: "Prima dell'incontro sono un po' nervoso, ma ho ansia di dimostrare al pubblico quello che apprendo di giorno in giorno negli allenamenti. Tieni presente che, nell?ultimo anno, mi sono allenato sei giorni su sette per tre ore al giorno nella mia palestra la Bulldog Gym Parramatta - poi, c'era il lavoro. Vincere mi riempie sempre di gioia, gloria e autostima, e ogni volta è come raggiungere un nuovo traguardo fatto di tanti sacrifici. L'ultimo incontro contro Nate è stato breve ma intenso. Non ero al 100% della forma per via di una febbre durata due giorni nella settimana dell'incontro e di un po' di raffreddore che avevo anche la sera dell'incontro. Comunque ero determinato e sono riuscito a chiudere il match subito contro un avversario molto forte ottenendo un K.O. "record": al primo round, dopo soltanto un minuto e 24 secondi. Su quel ring ho iniziato la mia parentesi australiana e lì l'ho conclusa nel migliore dei modi, adesso si ritorna in Italia con maggiore entusiasmo. Dedico la vittoria a tutti coloro che mi vogliono bene, e a quelli che hanno fiducia in me".