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Novella di M. Natale: Miracolo alla limpidese
Michelangelo Natale

Miracolo alla limpidese


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Era la seconda domenica di luglio e ricorreva a Limpidi la festa della Madonna del Carmine. Ancora prima che le campane suonassero la Messa, lui si aggirava nelle adiacenze della chiesa con fare austero e militaresco. Quando iniziò la celebrazione religiosa, si andò a piazzare nelle adiacenze dell'altare come era solito fare qualche autorità locale: Sindaco, Assessore e spesso anche la Guardia Municipale unica figura istituzionale esistente nella minuscola frazione. Quel giorno per sua fortuna erano tutti assenti. Quindi toccava ad egli colmare il vuoto delle autorità (eh... aveva la divisa). Durante la processione si pose a fianco del parroco e muovendo un passo maestoso e lento, incurante del sudore che gli colava a rigagnoli dalla fronte si fece tutto il percorso del paese abbottonato nella sua bella giacca grigio-verde ...

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Continua


Miracolo alla limpidese download

Annibale nel Bruzio di Francesco Romanò
Annibale nel Bruzio di Francesco Romanò 44 p., gennaio 2016.
Saggio stampato a cura dell'autore presso la Print Service Group Vibo Valentia.
Nella foto busto di Annibale conservato presso il Museo archeologico nazionale di Napoli.





Quattro pagine del saggio Annibale nel Bruzio

Il Ferro e Il Telaio di Flavia Idà
Ci sono 24 risposta/e, l'ultimo messaggio è stato inserito il 30 agosto 2017 alle ore 20:22:25 da Admin
Risposta:


Mercy
by Flavia Idà

How far would you go to heal someone's pain?

After years of watching innocent people suffer, a psychiatric nurse makes it her mission to help the most hopeless of her patients - in a way no one will ever suspect.


Download a free copy today!

Quaderno CIPEC numero 58 Che Guevara
Ci sono 1 risposta/e, l'ultimo messaggio è stato inserito il 30 agosto 2017 alle ore 20:00:24 da Admin
Risposta:
Francesco Guccini in Canzone per il Che:



Introduzione al quaderno 58

di Sergio Dalmasso



Sono passati cinquant'anni dalla morte del Che.

Chi ha la mia età, o più (o poco di meno) ricorda lo sgomento, l'angoscia, il dolore, con cui apprendemmo la notizia, la pietà e la rabbia con cui guardammo l'immagine del suo corpo, mostrato come una preda da coloro che lo avevano ucciso.

Del Che conoscevamo poco. Qualcuno di noi lo avrebbe conosciuto e studiato nel periodo successivo. Colpivano però il sacrificio, il coraggio, l'eroismo condotto sino all'estremo, la coerenza totale.

A partire dal ventesimo anniversario della morte (come per Gramsci e per Rosa Luxemburg si ricordano sempre i decennali della scomparsa) ho svolto decine di incontri pubblici per ricordare, illustrare, spiegare far conoscere la figura del rivoluzionario latinoamericano.

Per una fase, pur in una lettura non apologetica, ma anche critica della realtà cubana, questi si sono intrecciati con assemblee in cui relazionavo sulla storia dell'isola, chiedendo, al di là di qualunque giudizio sui decenni di castrismo, la fine dell'ignobile blocco economico che dal 1961 viene praticato contro questo piccolo stato.

Ne ricordo in particolare una, affollatissima, in cui suonava il gruppo dell'amico cantautore Gianmaria (per me Gian) Testa, da poco prematuramente scomparso, per contribuire alla campagna Un barile di petrolio per Cuba, contro lo strangolamento economico-politico- culturale dell'Isla grande.

Con sorpresa iniziale e con conferme successive, tutti gli incontri sul Che non si svolgevano solamente come appuntamento di nostalgici che ricordavano un fatto avvenuto nel corso della loro giovinezza, ma come assemblee partecipate da un pubblico vario per età, partecipe, interessato ad andare oltre il mito e i suoi aspetti esteriori (spille, magliette, gadget vari...). Ricordo sempre con gioia il bellissimo dibattito a Schio (Vicenza), nel 2007, cui ero stato chiamato, all'ultimo istante, per sostituire il grande Gino Donè, unico italiano nella spedizione del Granma, allora anziano e malato.

Questa partecipazione è continuata nel lungo periodo successivo, pur nello sfarinamento, non solamente organizzativo ed elettorale, delle formazioni di sinistra. Anzi, la crisi della politica, l'assenza di riferimenti e punti fermi ha visto rivalutare sempre maggiormente una figura che appare pura, limpida, senza macchia, segnata da onestà e coerenza totali.

Questo quaderno n. 58 (il primo è del 1995), sesto della nuova seria, iniziata dopo una breve interruzione, esce in coincidenza con il cinquantesimo anniversario della morte.

Stanno uscendo moltissimi materiali di valore diverso, da testi di grande approfondimento storico ad altri che cercano di sfruttare l'occasione per ritagliarsi una fetta nelle vendite e non aiutano certo nel difficile compito di contestualizzare una grande figura, di compiere un bilancio, di cogliere elementi di attualità, utili oggi, al di là di qualunque mitologia, ma soprattutto di qualunque condanna aprioristica tanto comune in analisi pseudo storiografiche che ripetono falsità e luoghi comuni.

Queste pagine non possono certamente competere con testi più documentati e "paludati". Ho semplicemente raccolto scritti comparsi negli anni.

- Il primo è una rassegna scritta in occasione del venticinquesimo dalla morte e comparsa sulla rivista dell'Istituto storico della Resistenza di Cuneo.

- Segue uno scritto più breve uscito sul primo numero (autunno 1997) di "Alternative Europa", bella rivista cui ho collaborato, per la parte storica, con altri storici dilettanti (usavamo ironicamente l'espressione storici dai piedi scalzi, coniata da una similare, usata nella rivoluzione culturale cinese). Ricordo ancora con orrore le levatacce per partecipare ai due incontri mensili (uno a Bologna, uno a Firenze), ma con piacere la collaborazione con amici ed amiche, nella convinzione dell'utilità di una piccola militanza culturale. È un peccato che il genocidio culturale degli ultimi anni abbia visto scomparire tutte le riviste che hanno modestamente tentato un lavoro di riflessione politico-culturale fuori dal coro.

- Il terzo brano è lo schema della relazione svolta in alcune assemblee pubbliche. È ovviamente di parte e svolge una tesi: il Che è un marxista critico la cui figura non si può ridurre alle celebrazioni, che non può essere imbalsamata, ma la cui attualità riposa sull'internazionalismo e sul tentativo di uscire dai limiti dei modelli di costruzione del socialismo praticati in URSS ed anche in Cina. È comparso in un precedente numero di questi quaderni, ma, per il cinquantenario, repetita iuvant.

Con piacere ripubblichiamo una relazione di Gianni Alasia, che ricordiamo sempre con grande affetto, su Guevara. Alasia ha avuto l?occasione di incontrare il Che a Cuba in occasione di un viaggio di solidarietà e studio.

- Ancora, pubblico la trascrizione di una mia relazione svolta ad un seminario a Bellaria (settembre 1997) su come il '68 italiano (riviste, giornali, formazioni politiche...) abbia compreso, recepito, interpretato il Che, prima e dopo la sua morte. Il testo è comparso sul n. 158 del Notiziario del Centro di documentazione di Pistoia, quello, forse, che con maggiore continuità e puntualità, prosegue il necessario lavoro, di raccolta, catalogazione, interpretazione del materiale e di una stagione.

- Per ultimo, un saggio sull'immagine del Che e sulle tante interpretazioni sviluppatesi nel tempo. È comparso nel bel libro La paura e l'utopia. Saggi sulla comunicazione politica contemporanea, a cura di Fabrizio Billi, Milano, Punto rosso, 2001, frutto del lavoro del nostro collettivo di "storici". Il saggio intreccia le interpretazioni storiografiche con cinema, canzoni... elementi che hanno contribuito a costruire, nei decenni, l'immagine del Che.

Infine alcune delle commoventi lettere scritte dal Che prima di lasciare Cuba per tentare di aprire in altri luoghi del mondo nuovi fronti rivoluzionari.

I testi sono riprodotti "filologicamente", così come sono usciti in anni ormai lontani. Sono quindi datati e presentano, come noterà chi abbia voglia di leggerli, ripetizioni. Sono inoltre poco aggiornati al dibattito e ai contributi comparsi negli ultimi anni.

Costituiscono, comunque, uno strumento non apologetico, ma critico e documentato, per chiunque intenda avvicinarsi alla vita, al pensiero e all'opera di questa grande figura.

Come cantò Carlos Puebla: Hasta siempre, comandante.

Nel prossimo quaderno 59 proporremo un magnifico scritto su Guevara di Frei Betto.








Ferruccio Maruffi ex deportato a Mauthausen
ALCUNI STUDENTI DEL'IPSIA "BIRAGO" DI TORINO
INCONTRANO FERRUCCIO MARUFFI, EX DEPORTATO NEL CAMPO DI CONCENTRAMENTO NAZISTA DI MAUTHAUSEN


Torino, 28 aprile 1990

Relazione a cura di Franco Di Giorgi




Per la storia del mondo il 1989 è stato certamente un anno importante, se non altro per via del crollo del muro di Berlino, avvenuto dopo 28 anni dalla sua costruzione. Anche per me lo è stato, perché seppure in tarda età - a 35 anni, ma meglio tardi che mai - ho letto Se questo è un uomo di Primo Levi. Ricordo che all'epoca, negli anni di precariato, insegnavo filosofia e storia al liceo classico "Alfieri" di Torino. Lessi quel testo in concomitanza con una lezione su Schelling e fu determinante scoprire che sia il filosofo sia l'ex deportato citavano il celebre verso del Terzo Canto dell'Inferno di Dante, Lasciate ogni speranza, voi ch'entrate. Ebbene, questa lettura ha cambiato radicalmente la mia vita: non solo il mio modo di percepire il mondo, ma anche e soprattutto il mio modo di essere, di stare al mondo e di relazionarmi con gli altri. Ha cambiato in particolare il mio modo di insegnare. ...

CONTINUA

Relazione a cura di Franco Di Giorgi

Davide Bombino. Riflessioni sul mondo liquido
Ci sono 1 risposta/e, l'ultimo messaggio è stato inserito il 28 maggio 2017 alle ore 15:09:16 da Admin
Risposta:
Franco Di Giorgi


Su Bauman e dintorni




cuntarejia
Ci sono 12 risposta/e, l'ultimo messaggio è stato inserito il 12 maggio 2017 alle ore 14:58:09 da goricapano
Risposta:
Avviso x i naviganti

Ho cambiato casa, mi sono trasferito, saluto e ringrazio tutti.


https://goricapano.blogspot.it



Resteranno solo le rondini di Vincenzo Farina
Ci sono 2 risposta/e, l'ultimo messaggio è stato inserito il 25 aprile 2017 alle ore 00:03:45 da Admin
Risposta:
Ennesima premiazione per Vincenzo Farina




Il mio paese


Nuovo riconoscimento al poeta dr. Vincenzo Farina per la sua poesia intitolata "Il mio paese". La poesia (II classificata al I Premio Internazionale di Poesia "Voci nel deserto", Frascineto (CS) 19/04/2017) è stata dedicata, dall'autore, al suo paese natio Dasà e a tutti i dasaesi sparsi nel mondo, a quelli di oggi e a quelli che non sono più tra noi.
Sono tantissime le congratulazioni ricevute da Enzo Farina nel social network Facebook per questa poesia che ha centrato tanti cuori. In particolare, a Frascineto era presente alla manifestazione il suo amico Pasquale Capano, neurologo dasaese. Scrive a questo proposito Farina: «Le emozioni della premiazione le ho vissute assieme al mio caro amico degli "anni migliori" Lello Capano, che vive a Castrovillari ed esercita la professione di medico anche a Frascineto. Ho percepito in lui l'orgoglio dell'appartenenza e la soddisfazione di aver sentito nominare (e premiare) il suo paese in un contesto culturalmente molto qualificato.»
I due amici non si vedevano da qualche anno, e per l'occasione hanno trascorso un po' di tempo assieme; e, - nella sala delle premiazioni -: «Abbiamo condiviso la suspense del verdetto finale ed egli ha molto apprezzato la poesia».




Gratis la terza edizione Libro sul Salimbeni
Ci sono 1 risposta/e, l'ultimo messaggio è stato inserito il 05 marzo 2017 alle ore 00:30:10 da Admin
Risposta:
Novembre 2015. Terza edizione gratuita del libro Piergiovanni Salimbeni, nel Settecento, da quella picciola terra di Limpidi


Quaderno del Cipec numero 57
In anteprima il Quaderno del CIPEC N. 57