«Stanno ribaltando i fondamenti del diritto» Intervista al segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani
Il Parlamento ha varato un disegno di legge governativo che azzera di fatto, più ancora dell’insieme di norme che compone il “diritto del lavoro”, quella conquista dei lavoratori, pagata con anni e anni di lotte, che passa sotto il più ampio concetto di “democrazia del lavoro”. Da oggi il lavoratore sarà completamente solo e nudo davanti al padrone. Da oggi la contrattazione collettiva viene definitivamente sommersa e inficiata non solo da una miriade di contratti aziendali ma, più ancora, da un pulviscolo molecolare di contratti individuali.
Questo disegno di legge mette le mani su una molteplicità di norme che riguardano assetti consolidati, o che credevamo consolidati, di diritto del lavoro, anche se il fuoco è sugli aspetti che riguardano il ricorso all’arbitro al posto del giudice in caso di controversie, i tempi e gli “sconti” alle aziende per la conciliazione. Il governo ha fatto proprie tutte le sollecitazioni e le richieste del padronato italiano che partono da molto lontano.
Abbiamo già assistito al reiterato attacco all’articolo 18 per “liberalizzare” i licenziamenti, alla cosiddetta “riforma Biagi”, alla frantumazione degli accordi collettivi dal primo al secondo livello. E’ questo il disegno? Siamo di fronte alla polverizzazione della contrattazione? Sì. Siamo di fronte al tentativo più organico mai messo in atto, anche se paradossalmente si esprime in tanti piccoli provvedimenti apparentemente poco coordinati, di ribaltare quello che è l’asse fondamentale del diritto del lavoro che si trova nella Costituzione, laddove si afferma che va tutelata soprattutto la parte più debole dei soggetti in campo. Con l’insieme di questi provvedimenti: sia quando riguardano l’interpretazione da dare nelle questioni del reintegro per giusta causa, sia quando riducono i tempi per impugnare la fine dei contratti a termine, sia nel caso più discusso di ricorso all’arbitrato, che in prima stesura era addirittura obbligatorio per tutti i nuovi contratti di lavoro, passa la stessa filosofia, e cioè che attraverso questa simmetria fittizia il rapporto di lavoro viene sostanzialmente omologato a un rapporto di tipo commerciale, privato, individuale, in cui le parti sono formalmente sullo stesso piano.
Ma il lavoratore nel momento in cui si appresta a sottoscrivere l’agognata assunzione è del tutto disarmato. E’ evidente che è la parte debole davanti a un datore di lavoro reso più forte da quest’arma di ricatto fornita oggi dal governo Berlusconi. In questo modo l’assunzione non diventa quasi l’estorsione di un rapporto di lavoro sbilanciato? Infatti, è proprio questo il cuore del provvedimento che noi contestiamo. Naturalmente la parte più visibile è quella che riguarda l’arbitrato e la conciliazione, perché è evidente quello che lì si propone: che in tutti i nuovi rapporti di lavoro - prevalentemente ma non necessariamente solo di giovani assunti, anche di anziani che rientrano in produzione dopo un licenziamento - si esercita un’indebita forzatura, noi crediamo incostituzionale perché costringe la persona a dichiarare che rinuncerà a ricorrere alla magistratura. Una forzatura che segnerà e determinerà la qualità del rapporto di lavoro per tutta la sua durata e perfino al momento della sua conclusione. E’ fin troppo facile prevedere che il lavoratore in quel momento non sarà nelle condizioni di contrattare la sua assunzione, né di decidere liberamente e serenamente, perché in realtà è quasi costretto a sottostare alla clausola dell’arbitrato. E a quel punto, quale che sarà il futuro del suo rapporto di lavoro, quale che sarà il futuro delle vessazioni o di abusi a cui potrebbe essere sottoposto, lui dovrà rinunciare a ricorrere alla magistratura per avere giustizia.
Siamo di fronte a una grave violazione costituzionale, come hanno detto fior di giuslavoristi. Il ministro del Lavoro pensa davvero che norme così possano passare senza contraccolpi? Siamo di fronte, secondo me, alla configurazione di una palese e ripetuta questione di legittimità costituzionale. In un convegno di qualche settimana fa con i rappresentanti dell’Associazione nazionale magistrati abbiamo discusso e analizzato le materie connesse a questo provvedimento. Noi riteniamo del tutto fondato un ricorso di legittimità, che faremo sicuramente, anche perché questa volta abbiamo il conforto di uno stuolo di giuristi del lavoro: da Ichino a Treu, da Romagnoli a quelli legati a un’interpretazione più di sinistra. Da tutti viene una sola voce che ci dice che si tratta di un provvedimento che non corrisponde al dettato costituzionale.
Queste norme però, al di là del provvedimento specifico, come abbiamo detto, vengono da lontano. Da anni e anni di tentativi del padronato italiano, e dei governi che più lo hanno rappresentato, per cercare di erodere le basi della democrazia del lavoro nel nostro Paese. Perché? qual’è la ratio? E’ esattamente così. Questa norma sta dentro una lunga questione che si ripropone ogni volta che la destra ritorna al governo, anche se questa volta la propone in modo più furbo, in maniera apparentemente più morbida, annegata e confusa in mezzo a molte altre cose. Purtroppo tutto questo, anche se noi abbiamo denunciato a suo tempo quello che si stava preparando, non è riuscito a ottenere dall’opinione pubblica sufficiente attenzione. Adesso ci troviamo di fronte al fatto compiuto: il provvedimento è stato approvato, bisognava bloccarlo prima, ma non siamo riusciti a farlo diventare così evidente da suscitare la reazione del Paese. Se tu mi chiedi qual’è la logica, io devo dire che una logica non c’è: la realtà in questo momento va da tutt’altra parte, perché siamo in presenza di troppa mobilità, di troppa deregolamentazione.
Adesso il sindacato che cosa farà? che ruolo può svolgere? In questo schema la contrattazione collettiva resta in tutta la sua forza e rappresenta ancora di più il luogo delle tutele. Io chiedo a Cisl e Uil di valutare bene il tipo di reazione a questo provvedimento. Non basta dire che bisognava rispettare l’autonomia delle parti sociali quando di fatto l’autonomia è già stata toccata. Condividiamo la rivendicazione dell’autonomia, ma come si fa a non vedere che questo è un vulnus a una cultura molto cara alla Cisl? Ci aspettiamo una reazione ponderata ma anche determinata: per dire che così non va bene e che il sindacato in questo modo sarà costretto a ricorrere alla Consulta.
La Cgil ha indetto la manifestazione del 12 marzo, seppure con parole d’ordine diverse, come la questione fiscale. In un momento in cui il sindacato non sembra molto aggressivo su tutta questa partita, pensate di riuscire a organizzare una grande manifestazione come quella sull’articolo 18? Lo sciopero si caratterizzerà, come l’altro sull’articolo 18, su parole d’ordine che riguardano molte cose: il lavoro, l’occupazione, le tutele durante la crisi. Questo provvedimento arriva adesso, dopo due anni che si trascinava in Parlamento, ma sul tappeto c’erano e ci sono anche altri problemi, come la difesa del reddito e la riduzione della pressione fiscale sui redditi da lavoro, nel momento in cui un governo che dice di voler combattere l’evasione fiscale si inventa uno scudo fiscale al 5% sui capitali. E la politica di accoglienza dei migranti. Tutti temi che richiedono e meritano la più grande mobilitazione. Il provvedimento appena approvato non fa che accentuare il carattere che la manifestazione dovrà avere: difesa a 360 gradi dei diritti del mondo del lavoro. Gemma Contin
Articolo inserito il: 05 marzo 2010 - At: 21:15:37
Stop-pensioni-deputati proiettata a S. Pietro
Stop pensioni deputati: una scritta luminosa sulla cupola di S. Pietro 26. febbraio 2010
‘Stop pensioni deputati‘. Una scritta intermittente ha illuminato ieri la cupola di San Pietro in Vaticano. L’ultima grande opera di Michelangelo è stata utilizzata come ripetitore-amplificatore dell’appello che monsignor Severino Poletto ha recentemente rivolto ai consiglieri regionali del Piemonte, esortandoli a rinunciare ai privilegi pensionistici in virtù del principio di uguaglianza e in considerazione delle gravi condizioni economiche in cui versano in questo momento migliaia di famiglie colpite dalla crisi economiche e dalla disoccupazione.
LE PAROLE DEL CARDINALE ”I nostri politici sono sempre pronti a bisticciare su tutto, ma quando si mettono a discutere di premi e di liquidazioni solo per loro, vanno d’accordo”, aveva detto il cardinale, facendo riferimento all’indennità di fine mandato dei consiglieri regionali del Piemonte, una ’superliquidazione’ di 100mila euro lordi decisa dall’allora governatore Enzo Ghigo. Nel mirino di Poletto anche l’aumento del premio elettorale dei parlamentari, da uno a quattro euro per ogni voto: ”E‘ una contraddizione predicare che bisogna trovare risorse, fare sacrifici, e poi quadruplicarsi il premio elettorale. Non mi pare sia un bell’esempio, non fa bene al popolo. Pensare che i buoni esempi dovrebbero venire proprio dalle istituzioni pubbliche”. A mettere a segno il blitz, Luciano Casasole, che già in passato aveva messo a segno altre azioni clamorose contro le pensioni di deputati e senatori.
Articolo inserito il: 26 febbraio 2010 - At: 21:06:35
Il blog, ovvero quando la rete incontra la ...
Il blog, ovvero quando la rete incontra la classe operaia
di Romano Borrelli (prima versione)
Perché gli utenti di internet dovrebbero leggere “il blog di romano borrelli”? Perché il blog di Romano Borrelli e non altri? Queste sono le domande che mi sono posto; domande che hanno conosciuto una certa accelerazione nei primi giorni di agosto, con la “salita” sui tetti degli operai Innse. Il blog di Romano Borrelli ha visto la luce in quanto molti riflettori su alcune significative esperienze della società italiana parevano avviate ad esaurirsi: manifestazioni, assemblee di circolo, riunioni di partito. Momenti di democrazia verso il tramonto? Era possibile tornare a riempire circoli e associazioni ripercorrendo lo stesso sentiero ma in maniera inversa, ovvero dal virtuale al reale? “Ci provo” mi sono detto! Uno dei limiti del blog, in generale, penso che consista nell'immediatezza. Il pensiero prende corpo, magari per “sfogo”, e la risposta, spesso, è caratterizzata dall'istantaneità. Una immediatezza che, sia in chi scrive sia in chi risponde, è deficitaria di sfumature. Ma l'immediatezza, d'altro canto, pone il blog al centro di una nuova comunicazione. La disperazione, la povertà, le crisi hanno bisogno di risposte immediate. Se gli ammortizzatori sociali si avviano alla fine l'unico modo per richiamare l'attenzione è quello di ricorrere alla tv, o, come capita da qualche anno, nel descrivere la situazione della propria realtà di fabbrica in crisi. La lentezza e il costo delle decisioni politiche e la burocrazia spesso “bruciano” tempo prezioso, e la risposta non può che essere un gesto forte, immediato, di forte impatto. È il mezzo che ha creato l'utente e non l'utente che ha creato il mezzo. Il blog presenta il vantaggio, alle persone, (ad altri strumenti di comunicazione), di potersi sdoppiare, triplicare. Proprio come è successo agli operai Innse. Nel giro di pochi giorni sono pervenute circa 240 domande di internauti, scaturite dalla comunicazione nel blog di una scadenza: i termini di scadenza per poter presentare la domanda di disoccupazione. Mi domandavo come mai l'immediatezza, scaturita dalla disperazione, facesse prevalere il blog quasi come fosse un’agenzia. Col tempo ho scoperto che il blog è sì utilizzato da persone ridotte alla disperazione, ma, insieme a questo, e in tempi della giornata diversi, continuavano ad andare alla grande la richiesta di aiuto presso il patronato. Il giorno in coda, presso lo sportello Inca, la sera o la notte, in Rete. La virtualità prende corpo, e il grido diviene urlo, disperazione: la richiesta di aiuto, di un lavoro, di una speranza, di una dritta per alcuni che non possono neanche permettersi una tessera sindacale o son trattati con sufficienza professionale qualora l’avessero ed utilizzassero. La classe operaia oggi è frantumata, con una situazione politica allo sbaraglio, incapace di rappresentarla, che sconta anche la mancata “triplice unità” (migliaia di persone sotto lo stesso tetto; l'unità di condizioni di lavoro, ovvero un contratto unico; l'unità “contro il padrone”, grazie a una quarantina di contratti di lavoro che han mandato “gambe all'aria l'unità degli interessi). Perché il blog, in questo caso di Romano Borrelli. Anche questo è nato con molti limiti: dopo una giornata toccante, a ricordo degli operai della Thyssen, ma senza un obiettivo preciso. Perché forse è questo il limite, come affermavo inizialmente. Il blog si afferma quando diventa “specialistico”, difatti, sia con la disoccupazione e relativa domanda, sia con le giornate delle grandi mobilitazioni Cgil-Fiom, e annesse fotografie registra le maggiori visite. E dell'importanza di essere specialistico lo si capisce dalla lettura delle domande poste, sulla richiesta di aiuto; gli interessi materiali e ideologici, sono oggi variegati, complice un affondo politico che non è stato sicuramente un incidente di percorso, ma ritengo, organizzato, e penso sia questa la vera risposta alla domanda del perché il blog di Romano Borrelli. Ribadisco che, non essendo io un esperto del patronato, ho dato risposte studiando l’opuscolo in allegato nel sito dell’INPS o recandomi di persona all'Inca Cgil. Ritengo infine, che Liberazione Online debba farsi portavoce unico per contribuire a mettere insieme i tanti, troppi, blog e portali, che “circolano a sinistra”, spesso sorti e tenuti in vita per soddisfare l’ego del blogger, al fine di tenerli assieme in un unico contenitore che possa evitare, anche attraverso il web, la dispersione delle idee ed il procedere a ranghi separati, senza una guida, senza un riferimento ideologico carismatico che inevitabilmente si formerebbe nel portale unico della sinistra comunista e d’alternativa. Non bisogna mai dimenticare che il web rimane soltanto un mezzo non certo un fine e che il suo frutto può avere un senso misurabile, anche in termini di consenso elettorale, soltanto se si riesce a traslare nella realtà quotidiana, - ove vivono le persone in carne ed ossa con i loro problemi, le loro ansie ed il bisogno di punti di riferimento nitidi e non ambigui, - la pratica politica necessaria a rispondere alle istanze nate nel virtuale. Unità e non frammentarietà oggi sono più che mai necessari ed urgerti, sia per i lavoratori e i subalterni in generale sia per le organizzazioni politiche che ideologicamente si pongono l’obiettivo di rappresentare le loro istanze al fine di migliorare la loro condizione economica e sociale. Ringrazio il prof. Luciano Gallino per il suo contributo e idee (grazie per la “triplice unità”) e l’ing. Domenico Capano per i suoi continui e generosi consigli.
Articolo, pubblicato sul quotidiano Liberazione nello speciale LOTTE il 21 gennaio 2010
Articolo inserito il: 22 gennaio 2010 - At: 01:36:06
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Molti di voi conoscono la Biblioteca Calabrese di Soriano Calabro. Agli altri consiglio vivamente di visitarla o, quanto meno, di visitare il sito internet (www.bibliotecacalabresesoriano.it) per rendersi conto del patrimonio inestimabile che vi è contenuto e che la rende UNICA AL MONDO nel suo genere. Ebbene la Regione Calabria ne ha praticamente DECRETATO LA FINE, cancellando dal bilancio 2009 il contributo (pari a circa 77500 € annui) previsto dalla Legge Regionale n° 19 del 1995. Chiediamo, quindi, a quanti hanno a cuore la Cultura, la Storia e le Tradizioni di questa nostra Terra, di firmare questa petizione per segnalare che ci teniamo affinché la biblioteca calabrese viva.
Auguri di un Buon Anno 2010 a tutti i visitatori del portale.
2010. BUON ANNO NUOVO!
Firmato: 02 gennaio 2010 17:25:09
Inviato da:
ciccio sergio
salve a tutti i dasavuati
Firmato: 16 marzo 2009 15:41:56
Inviato da:
nicola filardi
saluti e auguri per il 2009
Firmato: 03 gennaio 2009 21:14:53
Inviato da:
Admin
E' possibile firmare la petizione: "Petizione per l’attivazione della connessione veloce ad Internet in tutti i comuni dell’Alto Mesima. Invitiamo, con questa petizione, gli amministratori dei comuni dell’Alto Mesima ad impegnarsi per rendere disponibile, in tempi rapidi ed a prezzi equi, la connessione ad internet ADSL su doppino telefonico, agli abitanti di tutto il comprensorio Alto Mesima. Ciò per ridurre il digital divide che amplifica, nell’odierna società, il divario economico-culturale fra luoghi in cui esiste la connessione a larga banda e luoghi in cui non esiste".