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<title>Forum Altomesima Online</title>
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<description>Forum Altomesima Online</description>
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<title>Forum Altomesima Online</title>
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<title>Ncrinata dasaese Pasqua 2013</title>
<author>Admin@snitz.it (Admin)</author>
<link>http://www.comunedasa.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=374</link>
<category>Piazza virtuale Montecitorio: &quot;a cruci i petra&quot;</category>
<pubDate>Wed, 03 Apr 2013 18:38:42 +0200</pubDate>
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<description><![CDATA[ <font size="3">Affrontata dasaese 2 aprile 2013<br />video con riprese: Vinny Urzia, montaggio: Domenico Ruffo. </font><br /><br /><object width="425" height="353"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/1sh8MSaMvbg"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/1sh8MSaMvbg" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="353"></embed></object><br /><br />]]></description>
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<title>Il Martedì di Pasqua dei tempi passati a Dasà</title>
<author>Admin@snitz.it (Admin)</author>
<link>http://www.comunedasa.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=373</link>
<category>Piazza virtuale Montecitorio: &quot;a cruci i petra&quot;</category>
<pubDate>Sat, 30 Mar 2013 20:24:02 +0200</pubDate>
<guid>http://www.comunedasa.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=373</guid>
<description><![CDATA[ <font size="3"><b>Il Martedì di Pasqua dei tempi passati a Dasà<br /></b><br /><br /><img src="/public/admin_upload/201333020279_Verso_l_offerta.jpg" border="0" onload="resizeImage(this);" onClick="enlargeuserimage(this);"><br /><br /><b><i>"Miegghju mu si' cavaju e m'hai 'a musca ca nomm'hai dinari marti 'i Pasca"</i></b><br />Che tradotto significa: meglio essere un cavallo sottoposto alle punture fastidiose delle mosche che non avere soldi per festeggiare adeguatamente il Martedì di Pasqua.<br />E' questo il famoso detto popolare che meglio d’ogni altra cosa interpreta l'importanza che tutti i dasaesi danno a questa festa. E' la festa più sentita dell'anno; è il giorno in cui ogni dasaese vorrebbe essere a Dasà e coloro che per qualsiasi motivo sono assenti, a mezzogiorno, per pochi istanti si bloccano nelle loro attività e volgono la loro mente ed il cuore all’arco dove in quel momento la Madonna, di corsa su per la salita, va incontro al Cristo Risorto.<br />Vorrei cimentarmi a raccontare 'a 'Ncrinata di una volta, ...<br /><br />Di <b>Peppi Giogà</b> (con estratti dalla tesi di laurea di <b>Irene Giogà</b>)<br /><br />Racconto completo: <a href="/public/admin_upload/201333020231_ncrinata-dasa-una-volta.pdf" target="_blank"><b>Il Martedì di Pasqua dei tempi passati a Dasà</b></a></font><br />]]></description>
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<title>La Cannunera: maestra di telaio</title>
<author>Admin@snitz.it (Admin)</author>
<link>http://www.comunedasa.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=372</link>
<category>Arena online</category>
<pubDate>Thu, 21 Feb 2013 13:45:51 +0200</pubDate>
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<description><![CDATA[ <img src="/public/admin_upload/2013222185725_cannunera.png" border="0" onload="resizeImage(this);" onClick="enlargeuserimage(this);"><br /><br /><font size="3">La Cannunera. <b>Maria Giovanna Francese</b>, centenaria maestra di telaio (1912-2012), aveva ereditato con orgoglio questo soprannome da suo padre, artigliere nella Grande Guerra. Passando, la si vedeva seduta al portone di casa, nella via principale del paese. Sedeva su una seggetta impagliata "<i>come una matrona dispensatrice di sorrisi, sguardi, parole</i>". <br />In quella contrada di Arena, antico borgo arroccato su un costone montuoso delle Serre Calabre, "il vocio continuo delle comari era il cordone ombelicale che la univa al resto della comunità, ai suoi lutti, alle sue nascite, ai suoi accadimenti". <br /><br />Continua ...<br /><br />di Nicola Bruni<br /><br /><a href="/public/admin_upload/2013221134439_La%20Cannunera%20-%20di%20Nicola%20Bruni.pdf" target="_blank"><b>Articolo completo: La Cannunera</b></a></font>]]></description>
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<title>Una giornata particolare (La scialata)</title>
<author>Admin@snitz.it (Admin)</author>
<link>http://www.comunedasa.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=371</link>
<category>Spazio Letterario</category>
<pubDate>Sat, 26 Jan 2013 18:25:56 +0200</pubDate>
<guid>http://www.comunedasa.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=371</guid>
<description><![CDATA[ <b><font size="4">Una giornata particolare (La scialata)<br /></font></b><br /><b><font size="3">di Ubaldo Dorè</font></b><br /><br /><br /><font size="3">Allo scoccare della mezzanotte non mancava molto e noi stavamo per strada a passeggiare, scherzare e ridere.<br />Alle ore sei del mattino seguente sarebbe transitato da <b>Limpidi</b> l'autobus di linea della ditta <i>Bruno Genco</i> che partiva da <b>Dinami</b> con destinazione <b>Vibo Valentia</b>: avremmo dovuto prenderlo per tornare ai nostri studi perché le vacanze pasquali erano terminate.<br />Eravamo un gruppetto, tra studenti e non, di una decina o poco più.<br />Sicuramente, a quell'ora a <b>Dasà</b>, gli organizzatori erano già in movimento per allestire la tradizionale festa dell'"<i>Affruntata</i>".<br />Non ricordo chi fra noi, mentre camminavamo - tra il serio e il faceto - fece questa considerazione: "<i>ragazzi lunedì di Pasqua è ormai passato e, diversamente dagli altri anni, non abbiamo festeggiato la pasquetta, oggi tutti gli altri giovanotti del luogo si sono divertiti approfittando della giornata quasi estiva mentre noi, … invece...!</i>"<br />Questa inaspettata battuta fece un certo effetto, perché rimanemmo tutti pensierosi e rammaricati a guardarci l'un l’altro.<br />Detto con sincerità, in quegli anni non è che ci venissero riservati chissà quali divertimenti, le disponibilità economiche erano limitate tanto che il più delle volte i divertimenti nel tempo libero ce li inventavamo.<br />Nel paese c'era molto affiatamento tra di noi. Non esistevano distanze tra studenti, professionisti, artigiani e contadini cosicché quando c’era un'opportunità ci si divertiva tutti insieme.<br />Una giornata da trascorrere senza particolari pretese tra amici, compagni di scuola e di infanzia, a far baldoria ...<br /></font><br /><a href="/public/admin_upload/2013126182416_una-giornata-particolare-la-scialata.pdf" target="_blank"><font size="4">Racconto completo: Una giornata particolare (La scialata)</font></a>]]></description>
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<title>Nuovo rischio chiusura Biblioteca Calabrese</title>
<author>Admin@snitz.it (Admin)</author>
<link>http://www.comunedasa.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=370</link>
<category>Soriano Calabro</category>
<pubDate>Wed, 23 Jan 2013 13:02:36 +0200</pubDate>
<guid>http://www.comunedasa.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=370</guid>
<description><![CDATA[ <font size="3">SORIANO. E' pronto a mobilitarsi nuovamente il mondo della cultura calabrese, messo in preallarme dal non tanto velato rischio di chiusura della biblioteca di Soriano. Se, infatti, la forte presa di posizione dei mesi scorsi era riuscita a scuotere le coscienze e scongiurare la chiusura derivante dalla cancellazione del contributo regionale, ora una nuova minaccia incombe sulla sorte dell'istituto culturale, attualmente diretto dall'ingegner <i><b>Antonio Tripodi</b></i>. Una di quelle da far rivoltare dalla tomba Nicola Provenzano. Qualche tempo fa, infatti, il commissario straordinario della Provincia, <i><b>Mario Ciclosi</b></i>, nell'ottica di "salvaguardare i livelli occupazionali e garantire, nel contempo, servizi efficienti ai cittadini" ha dato vita ad un atto volto alla riqualificazione e ricollocazione del personale di categoria B1, da destinare alla manutenzione delle strade provinciali. Si tratta di 77 unità, tra cui gli ex Lsu attualmente destinati ad alcuni istituti culturali, tra cui, Nicotera, Tropea, Mileto e Soriano, che si sono visti recapitare un fax con l'avviso di tale decisione, la quale avrebbe già prodotto la ricollocazione di alcuni di essi e provocato la chiusura di talune delle strutture. Da qui il timore anche per Soriano, dove sono attualmente in forza tre ex Lsu, indispensabili per mandare avanti la biblioteca calabrese, che ha determinato una forte e spontanea reazione, volta alla salvaguardia preventiva della creatura di Nicola Provenzano. Primo a lanciare l'allarme, il direttore del sistema bibliotecario vibonese <b><i>Gilberto Floriani</i></b> che, rivolgendosi con una lettera al commissario Ciclosi e ad altri, denuncia l'alea in corso su Soriano e sulla cultura vibonese in generale, lanciando l'appello a Ciclosi e ai suoi collaboratori "di trovare una modalità per risolvere il problema della presenza di dipendenti pubblici nelle biblioteche, cercando di coniugare la necessaria razionalizzazione delle spese con il mantenimento dei pochi, validi, capisaldi della cultura di cui disponiamo". E, appelli alla mobilitazione arrivano anche dal giornalista badolatese Mimmo Lanciano, il quale, scrivendo, tra gli altri, all'assessore regionale Mario Caligiuri e al commissario Ciclosi, chiede di "non consumare questo genocidio culturale, impoverendo ulteriormente la Calabria e la cultura italiana". Ad aderire al moto di ripulsa, anche il glottologo calabrese  Enrico Armogida, indignato nel constatare come "<i>nei momenti di crisi la prima a capitolare è sempre la cultura, seppur sia essa la sostanza e la molla della storia</i>". Intenti di "chiamata alle armi" anche dagli aderenti al <a href="https://www.facebook.com/groups/228790173357/" target="_blank">gruppo Facebook dedicato alla biblioteca</a> e voluto da <b><i>Enzo Farina</i></b>. E da tutti quelli che hanno a cuore l'istituto sorianese, pronti a scendere in campo per difenderlo e tutelare la grande cultura che esso rappresenta.<br />Intanto, oggi in Provincia il commissario Ciclosi ha indetto una una conferenza dei servizi per fare il punto sulla situazione, e chissà che gli appelli non possono aver fatto presa.<br /><br />Valerio Colaci da CALABRIA ORA</font>]]></description>
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<title>10 luglio 1943, stormi di uccellacci in volo</title>
<author>Admin@snitz.it (Admin)</author>
<link>http://www.comunedasa.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=369</link>
<category>Spazio Letterario</category>
<pubDate>Tue, 01 Jan 2013 22:34:03 +0200</pubDate>
<guid>http://www.comunedasa.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=369</guid>
<description><![CDATA[ <font size="4">10 luglio 1943, stormi di uccellacci in volo</font><br /><br /><font size="3">Di Ubaldo Dorè<br /><br />Venivano da nord-est quegli stormi di "uccellacci" diretti sempre a sud-ovest. Il 10 luglio del 1943 era esattamente il giorno dello sbarco degli anglo-americani in Sicilia.<br />Ogni stormo era costituito da centinaia di pesanti aeroplani che al loro passaggio oscuravano il sole.<br />Li precedeva sempre, di qualche mezz'ora, un altro aereo solitario, "il ricognitore", che aveva il compito di individuare e fotografare eventuali postazioni belliche con installazioni antiaeree. ... continua.<br /></font><br /><a href="/public/admin_upload/201311224826_gli_uccellacci.pdf" target="_blank"><b><font size="4">Racconto completo ...</font></b></a><br />]]></description>
</item>
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<title>1966: La mia prima supplenza</title>
<author>Admin@snitz.it (Admin)</author>
<link>http://www.comunedasa.it/forum/topic.asp?whichpage=-1&amp;TOPIC_ID=368&amp;REPLY_ID=432</link>
<category>Spazio Letterario</category>
<pubDate>Tue, 25 Dec 2012 18:35:13 +0200</pubDate>
<guid>http://www.comunedasa.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=368</guid>
<description><![CDATA[ Ci sono 1 risposta/e, l'ultimo messaggio è stato inserito il 25 dicembre 2012 alle ore  18:35:13 da Admin<br />Risposta:<br /><font size="4"><b>C'era una volta il "maestro elementare"</b></font><br /><font size="3">di Ubaldo Dorè</font><br /><font size="3"><br />Un meraviglioso regalo di Natale!<br />Sì Michele, questa volta hai voluto farci una bella sorpresa raccontandoci una storia bellissima molto più bella delle altre che hai scritto. <br />Un racconto affascinante dall'inizio alla fine che ho letto e riletto. <br />E' inutile ripetere che con il tuo stile lineare, semplice, avvincente e umano riesci a commuovere il lettore, a renderlo partecipe della vicenda.<br />Lo stile, come sempre, è sobrio, perfetto in particolare nella descrizione dei luoghi e dei personaggi.<br />E' una novella realistica, è in poche parole una bella pagina di vita vissuta.<br />La lettura di questa storia mi ha fatto e mi fa compagnia interi pomeriggi senza che mi stanchi mai.<br />Forse che il Direttore Didattico del circolo di Fabrizia, dopo aver fatto il suo discorsetto pensava di trovarsi di fronte al terzo maestro non disponibile ad accettare la supplenza?  "<i>...<b>Boscodomito</b> non è un agglomerato di case, ... Si arriva percorrendo una mulattiera ...</i>." Era la sua una descrizione pura e semplice dei luoghi o era fatta per intimorire, per tastare il polso al "molto giovane" maestro elementare?<br />... " <i>di tutto quel quadro fosco l'unica cosa che mi preoccupava di più era la permanenza sul posto</i>".<br />Michele, questo è un bel film di cui tu sei il regista e l'interprete principale.<br />Il cast è ricco non di grandi nomi ma di gente comune, di attori presi dalla strada: il Direttore che "<i>con quel fare sornione</i>", "<i>ciucciando la sua vecchia pipa</i>", espone la situazione catastrofica della zona; il Segretario "Ciccio", ex maestro, che molto allegramente si presta a fare da accompagnatore con sosta, obbligatoria, all'osteria dove c'è ad attenderlo l'amico oste.<br />Gli esterni del film li hai girato a "Boscodomito" una sperduta località situata nelle montagne delle Serre, sperduta perché per arrivarci bisognava percorrere mulattiere e strade scoscese, franose, con il pericolo sempre in agguato e inoltre, in inverno, coperte di neve. Ma tu nel gennaio del 1966 non hai avuto paura di avventurarti in quei luoghi, non ti ha trattenuto la descrizione davvero "fosca" fatta dal Direttore e nemmeno il fatto che già altri maestri, presi di paura, avevano rinunciato all’incarico: alla loro "<b>missione</b>". Forse perché sei amante del pericolo, dell'avventura? No Michele, nel gennaio del 1966 tu li hai voluti affrontare quei pericoli, hai preso di petto quella situazione perché sapevi che su quello spiazzo di "Boscodomito" c'erano ad aspettarti nove ragazzini intirizziti dal freddo in mezzo alla neve, che avevano visto da lontano arrivare il loro MAESTRO, e non volevi che rimanessero soli.<br />Allora tu, caro Michele, sei stato il regista, lo sceneggiatore ecc. e l'attore principale di un bel film, con un cast d'eccezione sia pure preso dalla strada, al quale si assiste leggendo questo stupendo racconto.<br />Sei riuscito a trasformare una grotta, scavata nella viva roccia, in un ambiente più vivibile.<br />Da quel ragazzo di Limpidi che sei stato e che sempre porti nel cuore, hai insegnato, a quei tuoi ragazzini, e anche ai loro genitori, finanche un gioco che si praticava nel tuo paese natio: quello dei "birilli".<br />Ma soprattutto quei ragazzi di montagna li hai messi nelle condizioni di saper leggere, di saper far di conto, di conoscere la storia, la geografia e di recitare le preghiere.<br />Anche la "<i>ciuccia</i>" è diventata istruita, perfino "capoclasse".<br />In cinque mesi hai creato quello che altri non avevano fatto con maggior tempo a disposizione, hai perfino fatto diventare "Boscodomito" un luogo turistico!<br />Un meraviglioso film davvero!<br />Altro che "<i>futtitinni</i>"! Caro segretario, forse non sapevi di parlare con un "<b>Maestro elementare</b>"!</font><br />]]></description>
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<title>Il taglio della chioma dell'Inno di Mameli</title>
<author>Admin@snitz.it (Admin)</author>
<link>http://www.comunedasa.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=367</link>
<category>Articoli e Notizie</category>
<pubDate>Tue, 18 Dec 2012 18:24:04 +0200</pubDate>
<guid>http://www.comunedasa.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=367</guid>
<description><![CDATA[ <img src="/public/admin_upload/20121218182322_inno-mameli.png" border="0" onload="resizeImage(this);" onClick="enlargeuserimage(this);"><br /><br /><font size="3"><b>L'Inno di Mameli</b> - inno nazionale di fatto, ma non di diritto, dal 1946 - dovrà essere insegnato in tutte le scuole fin dall'anno in corso. Anche se neppure la nuova legge che ne stabilisce l'obbligo ha il coraggio di chiamarlo "<i>inno nazionale</i>". <br />D'altra parte, molto coraggio si richiede agli insegnanti per sostenere la validità di questa composizione retorica d'altri tempi come rappresentativa della nazione italiana di oggi, un testo che non è in sintonia con valori fondanti della <b>Costituzione</b> come la pace, da costruire anche attraverso l'adesione a organismi sovranazionali, e il ripudio della guerra.<br />L'incipit "<i>Fratelli d'Italia, l'Italia s'è desta</i>" non pone problemi. Ma quando si passa a "<i>dell'elmo di Scipio s'è cinta la testa</i>", per gli insegnanti sono guai: sì, perché quella frase sembra indicare che l'Italia si sia risvegliata a una politica di guerra imperialistica, indossando metaforicamente l'elmo di Scipione l'Africano, magari come fece nelle guerre del Novecento per conquistare la Libia e l'Etiopia, o nei bombardamenti del 2011 contro il regime di Gheddafi.<br />Ancora più ardua appare la spiegazione del brano successivo, in cui si pretende che una "<i>Vittoria</i>" personificata "<i>porga la chioma</i>" all'Italia per farsela tagliare - anche qui tagli! - in segno di sottomissione perché "<i>Iddio</i>" l'avrebbe creata "<i>schiava di Roma</i>". Immagino le domande: "<i>Prof, ma attribuire questo a Dio non è una bestemmia? O stiamo a parlare di Marte, dio della guerra?</i>". "<i>Prof, ma dov'era la Vittoria, quando Roma perse la guerra mondiale di Mussolini? A farsi tagliare la chioma dal parrucchiere?</i>".<br />Riguardo al finale "<i>Stringiamoci a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Coorte" target="_blank">coorte</a>, siam pronti alla morte, l'Italia chiamò</i>", non si può negare che contenga una chiamata alla guerra. Obiezione: "<b><i>Ma è questo il messaggio da dare oggi ai giovani?</i></b>".</font><br /><br /><font size="3">Nicola Bruni<br /><br />-----------------------------------------------------<br />Articolo pubblicato nel giornale online Belsito con vista di Nicola Bruni  <br />www.webalice.it/nbruni1<br />e nella rivista La Tecnica della Scuola - 20 novembre 2012</font><br />]]></description>
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<title>Un piccolo miracolo a Limpidi</title>
<author>Admin@snitz.it (Admin)</author>
<link>http://www.comunedasa.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=366</link>
<category>Spazio Letterario</category>
<pubDate>Mon, 17 Dec 2012 22:46:34 +0200</pubDate>
<guid>http://www.comunedasa.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=366</guid>
<description><![CDATA[ <img src="/public/admin_upload/2012121723130_piccolo_miracolo_limpidi_dore.png" border="0" onload="resizeImage(this);" onClick="enlargeuserimage(this);"><br /><br /><br /><font size="4"><b>UN PICCOLO MIRACOLO A LIMPIDI</b><br />di Ubaldo Dorè</font><br /><br /><font size="3">Voglio raccontare un episodio accaduto a Limpidi nell'ormai lontano anno 1943, non ricordo se nel mese di luglio o di agosto.<br />Era il periodo quello in cui l'Italia viveva momenti drammatici determinati dall'evolversi di una guerra assurda che per la verità nessuno riusciva a capire. Il 10 luglio erano sbarcate sulle coste sicule le forze di mare degli anglo-americani, con le loro navi da guerra stracariche di materiale bellico e umano armate di tutto punto. Da quel giorno, dopo una difesa dell'isola che purtroppo si dimostrò debole e inadeguata di fronte al preponderante armamento di mare di cielo e di terra delle forze di occupazione, ebbe inizio ....<br /></font><br /><br /><font size="4"><a href="/public/admin_upload/20121217224559_piccolo-miracolo-a-limpidi.pdf" target="_blank">Testo completo: un piccolo miracolo a Limpidi</a></font>]]></description>
</item>
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<title>Verso la nascita del quarto polo</title>
<author>Admin@snitz.it (Admin)</author>
<link>http://www.comunedasa.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=365</link>
<category>Articoli e Notizie</category>
<pubDate>Sat, 01 Dec 2012 21:14:19 +0200</pubDate>
<guid>http://www.comunedasa.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=365</guid>
<description><![CDATA[ <b><font size="4"> "Cambiare si può", verso il quarto polo con un percorso aperto e partecipato</font></b><br /><br /><font size="3"><br />I seicento posti del teatro Vittoria sono finiti in un batter d'occhio poco dopo le dieci e mezza, l'ora d'inizio di "<b>Cambiare si può</b>". E molti, anzi moltissimi, sono stati costretti a "riunirsi" intorno agli altoparlanti in collegamento diretto, un po' come si faceva con le radioline negli anni cinquanta per seguire le partite di "Tutto il calcio minuto per minuto". Il "Cambiare si può", "e si deve", come hanno detto parecchi, inizia da qui, dai mille (più altri cinquemila che hanno seguito la diretta on line) che fuor di metafora hanno cominciato a dare una forma alla cosiddetta maggioranza. Più che uno sbarco è un varo, di un'arca. E per il momento punta a raccogliere se non proprio tutti gli esseri viventi di un paese giunto ormai allo stremo, almeno la maggioranza. E' il suo bacino potenziale o, come direbbero, i pubblicitari, il target di riferimento. Per dirla, invece, con le parole dell'appassionatissimo intervento di Alessandro Gilioli, la maggioranza di un paese che non vuole i tagli al welfare e preferisce lasciare a terra senza problemi gli "F-35". Una maggioranza che, appunto, un colore ce l'ha, ma non una forma, non una rappresentanza. Non la forma giusta, e in tempo utile, soprattutto, per partecipare alle elezioni lontano da quella condanna alla testimonianza che i disastri di questi anni sembrano propinarci. Si potrebbe accorciare i tempi con un leader? Nemmeno per sogno fanno capire dalla cabina di regia. "Magari un sindacalista o un magistrato", dice Paolo Flores D’Arcais nel suo intervento. "Niet" da quasi tutti i 47 interventi che si sono succeduti fino alle cinque del pomeriggio.<br /><br />Nella tabella di marcia del "Quarto polo" le elezioni sono solo un passaggio, sembra di capire. Il compito fondamentale è la ricostruzione di un blocco sociale e politico che rimetta in piedi qualcosa che il pensiero unico vuole escludere con tutte le sue forze non solo dal Parlamento ma anche dalla cultura e da tutti i luoghi in cui si prende una decisione o si esercita un confronto.<br /><br />Ora l'avventura prosegue con gli appuntamenti nei territori, rigorosamente in forma aperta, e poi, entro la fine di dicembre, di nuovo con una assemblea nazionale. La base di partenza però sembra abbastanza solida: un no fermo a Monti, al centrosinistra, Vendola compreso, e a tutti i sostenitori di un'Europa che ci ordina sempre di fare qualcosa. La discriminante è abbastanza netta. Tanto che ad un certo punto, da chi quell'esperienza l'ha fatta, si possono udire dal palco parole molto critiche nei confronti di "Sinistra ecologia e libertà". E a chi cerca di tenere aperto un confronto, come Lucarelli, viene riservata una accoglienza piuttosto fredda. E' vero, quasi la metà della platea è vicina a Rifondazione comunista. Ma il peso della sconfitta alle primarie pesa non poco. Del resto, come dice Andrea Morniroli, il rischio di passare dal "Cambiare si può" al "Cambiare per finta" è abbastanza reale. E va evitato. Anche se mai come in questo momento alcune solide esperienze di movimento come l'"Acqua pubblica" e il filone del "No Tav" - le uniche in grado di non imbalsamare "padroni" - rappresentano un punto di riferimento molto valorizzato, non si può cedere a quella filosofia del "raccogliticcio" (Dino Greco) che sul lungo periodo rischia di inaridire il percorso in cambio di cartelli politici smaglianti. Insomma, occorre ripartire da quei "moderati sovversivi" (Domenico Finiguerra) che oggi più che mai hanno in testa la Costituzione della Repubblica italiana e mettono un punto fermo sul lavoro e sull'occupazione, ma non a tutti i costi, come dice il sociologo <b>Luciano Gallino</b> nel suo intervento video. Occorre ripartire da quella società civile che ora è chiamata realmente a contrastare i tagli al welfare e da quel mondo del lavoro che ora realmente è chiamato a far pagare la crisi ai padroni. C'è molto di concreto in tutto questo. E verrebbe la voglia di dire: finalmente. <b>Marco Revelli</b>, nel suo intervento conclusivo dice: "Usciamo da qui con il risultato di aver sconfitto la diffidenza". E non è davvero poco.<br /><br />Per <b>Paolo Ferrero</b>, che ha seguito l'assemblea per tutto il tempo, la valutazione è positiva. "C’è un quarto polo antiliberista", dice. "Ed è positivo che da qui parta un percorso partecipato e aperto nei territori".</font><br /><br />Fonte Controlacrisi.org<br />1/12/2012<br /><br /><br /><br /><br />]]></description>
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