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Al sudafricano J.M. Coetzee Nobel letteratura - giovedì 2 ottobre 2003 at 15:36
Nato nel 1940 a Città del Capo, è uno dei maggiori scrittori
contemporanei in lingua inglese. "Vergogna" il suo capolavoro
Al sudafricano J.M. Coetzee
il Nobel 2003 per la letteratura
Vincitore di vari premi tra cui due Booker Prize
i suoi libri pubblicati in Italia da Einaudi e Adelphi

STOCCOLMA - Va al sudafricano John Maxwell Coetzee il premio Nobel per la letteratura 2003. L'Accademia di Svezia ha premiato lo scrittore perché "i suoi romanzi sono caratterizzati da una buona costruzione, un dialogo pregnante e brillantezza d'analisi". Insieme al prestigioso premio, al romanziere vanno 10 milioni di corone svedesi (1,1 milioni di euri circa) oltre che l'onore di essere il secondo scrittore sudafricano a vincere il Nobel per la letteratura, dopo Nadine Gordimer nel 1991.

Uno dei maggiori narratori sudafricani e contemporanei di lingua inglese, originale interprete della cultura afrikaaner, J.M. Coetzee è nato a Città del Capo il 9 febbraio 1940 da un avvocato e da un'insegnante. Laureato in filosofia in Texas (1969), per un decennio ha insegnato Letteratura inglese prima all'Università di Città del Capo, poi negli Stati Uniti.

Ha cominciato la sua carriera di romanziere nel 1974 e ha vinto numerosi premi letterari, tra cui il Cna Prize (il principale riconoscimento nel suo paese), il Prix Etranger Femina, il Jerusalem Prize, l'Irish Times International Fiction Prize e di recente, per la seconda volta, il Booker Prize per 'Life and Times of Michael K'.

La fama internazionale nel 1980 grazie al romanzo "Waiting for the Barbarians" ("Aspettando i barbari", publicato in Italia da Einaudi) che racconta le vicende di un magistrato e le problematiche del governo per cui lavora.

Tra gli altri libri editi in Italia ricordiamo "Deserto" (1993, versione originale del '74), un parallelo tra il comportamento degli americani in Vietnam e dei boeri in Sudafrica. "La vita e il tempo di Michael K" (1986, Booker Prize nell'83) è un'allegoria della creazione artistica che ironizza sulla grandezza dell'artista e sulla mediocrità dell'uomo comune. "Foe" (1987), variante del Robinson Crusoe di Defoe, è stato inserito nei programmi accademici come esempio di lettertura post coloniale (come pure "Eta' di ferro", dell'85).

Più di recente, "La vita degli animali" (2000), trasposizione letteraria delle lezioni tenute nel '97-'98 all'Università di Princeton sul maltrattamento e lo sfruttamento degli animali. Infine il suo capolavoro, "Vergogna" (2002, Booker Prize nel '99), il romanzo che lo ha confermato autore importante nello scenario internazionale: racconta il confronto generazionale tra un professore universitario e la figlia hippy e fervente animalista.

Il carattere riservato di Coetzee, accentuato da difficili vicende familiari, è diventato quasi proverbiale. Conduce un'esistenza con un'autodisciplina rigorosa e solitaria: non beve, non fuma, è vegetariano. Non è un caso il rifiuto, nel 1983 e nel 1999, di recarsi a Londra per ritirare il Booker Prize. In Italia ha vinto il premio Scanno, il Grinzane e il Feronia Città di Fiano.

(2 ottobre 2003)


Fonte: La Repubblica online



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