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Scavi alla ricerca della ''città morta'' - giovedì 18 settembre 2003 at 14:05
Maierato. Venti studenti hanno avviato la seconda fase di scavi alla ricerca della "città morta"
Alla luce i resti di Rocca Angitola
I lavori interesseranno principalmente l'area del cosiddetto "Borgo"

MAIERATO (VV) - Ascoltare Otello Profazio è sempre piacevole. Le sue canzoni, i suoi proverbi, le sue battute, sempre attuali, avvincono l'ascoltatore dall'inizio alla fine dello spettacolo forse perché le sue "ballate" sono legate alla tradizioni ed ai problemi della nostra terra e , in qualche modo rappresentano i simboli intorno ai quali la nostra gente ha costruito e riconosce la propria identità.
Profazio si è esibito, sere fa, a Maierato, nel corso di una originale manifestazione promossa dall'Amministrazione Comunale per presentare al pubblico il progetto di riportare alla luce la città morta di Rocca Angitola.
Su un palco disadorno,senza sofisticati impianti,solo con la sua chitarra, Otello Profazio, "Mastru Cantaturi", ha regalato sessanta minuti di autentico divertimento al numeroso pubblico presente ed ha reso interessante la singolare manifestazione culturale che è stata seguita da tutti con molta attenzione. La manifestazione, infatti, era incentrata sull'inizio della seconda fase di interventi nella zona di Rocca Angitola da parte di venti studenti del corso di laurea in storia e conservazione dei beni architettonici ed ambientali delle Università di Reggio Calabria, Firenze, Napoli ed Agrigento.
L'Amministrazione Comunale di Maierato ­ come ha dichiarato il Sindaco Alfredo Silvaggio ­ con la collaborazione dell'Assessorato alla cultura della Provincia di Vibo Valentia, ha promosso questa campagna di ricerche per portare alla luce i resti di Rocca Angitola , l'antica Crissa, le cui origini, secondo alcuni studiosi, risalgono ai favolosi anni della Guerra di Troia.
Si tenta di sollevare il velo di mistero che avvolge tutta l'area della Rocca e di chiarire le complesse vicende storiche che hanno caratterizzato la nascita, il declino e la scomparsa di questa città che, secondo lo scrittore. Giuseppe Greco, aveva giurisdizione su 18 villaggi.
Il professore Francesco Cuteri ha spiegato le attività di questo secondo intervento che vengono svolte sotto la direzione ed il coordinamento scientifico della Sovrintendenza per i Beni Archeologici della Calabria.
Il gruppo di studenti universitari ­ ha detto Scuteri ­ coadiuvato da un adeguato numero di operai messi a disposizione dal Comune, sulla base di rilievi grafici già effettuati, eseguiranno degli scavi nell'area del cosiddetto "Borgo", nelle immediate vicinanze della Torre e della Chiesa. Si procederà poi alla ripulitura dell'area del Castello e contemporaneamente, con il coordinamento del dottore Giuseppe Lanza, partirà lo studio geologico dell'intera zona e saranno esaminati e studiati i materiali da costruzione impiegati dagli antichi abitatori.
Il professore Cuteri ha detto che nel corso della prima campagna di ricerca sono stati rinvenuti numerosi oggetti, in ceramica ed in metallo, soprattutto di età medievale, legati alla vita quotidiana degli abitanti. Tali oggetti, in corso di studio,e quelli che saranno rinvenuti nel corso dei lavori di quest'anno, saranno esposti in una mostra temporanea a Maierato unitamente ad alcuni pannelli didattici che illustreranno le vicenda storiche di questa località che, secondo il Prof. Cuteri si presenta come il più importante giacimento archeologico medievale della Calabria.
Alla manifestazione erano presenti l'nssessore provinciale alla cultura Pino Ceravolo ed il Consigliere provinciale Fausto Costa. Con un po' di ritardo, accompagnato da Mario Orefice e da Antonio Lombardo, è arrivato anche l'Assessore regionale Mimmo Basile per salutare Otello Profazio, ma anche per rendersi conto «dell'importante iniziativa del Comune di Maierato che- ha dichiarato l'assessore Basile- merita di essere seguita».
Filippo Barbieri
(18 settembre 2003)


Fonte: Il Quotidiano della Calabria online

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