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Dossier Iraq, Bush rischia l'impeachment - venerdì 20 giugno 2003 at 10:26
E in Belgio Casa Bianca denunciata insieme a Blair
Dossier Iraq, Bush rischia l'impeachment

All'inizio furono solo dei sussurri, saliti qua e là dal calderone della politica americana e liquidati dai più come il carattere endemico di una democrazia e dei suoi critici che non si volevano convincere della bontà della guerra all'Iraq. Il «dossier Wmd», weapons of mass destruction, non aveva convinto l'assemblea dell'Onu quando Powell lo illustrò con tanto di foto e bacchetta alla mano, ma l'opinione pubblica americana sì. Almeno fino a ieri. Perché ora la trionfale cavalcata di guerra ha lasciato il posto ai bollettini quotidiani dei soldati americani che muoiono, il nemico numero uno Saddam si è dileguato e delle armi pribite che avevano mosso ufficialmente la macchina bellica non sembra esservi traccia. E quei sussurri sono diventati accuse aperte mentre nella cittadella del potere sulle rive del Potomac, nei giornali e nelle Tv si fa strada un'altra parola chiave: impeachment.
«Misleader», recitava ieri a tutta pagina una foto di Bush sul New York Times, con un gioco di parole che suona come «un po' capo e po' bugiardo». Una pubblicità pagata dai democratici, che dopo il letargo nell'orgia patriottica della guerra sembrano infine ridesti, e per iniziare la lunga battaglia pre-elettorale con Bush hanno puntato sul caso dei dossier iracheni. «Se sono stati manipolati per convincere l'opinione pubblica Usa alla guerra il presidente dovrà risponderne alla nazione» ha spiegato John Dean, ex sgherro di Nixon finito in carcere per lo scandalo del Watergate, oggi redento e alla testa della «campagna per l'impeachment».

L'attacco contro l'Amministrazione repubblicana è però guidato da un altro pezzo da novanta, il senatore democratico John Kerry candidato per le primarie interne al partito democratico che decideranno chi sfida Bush. Kerry ha accusato apertamente il presidente di aver «fuorviato» l'opinione pubblica, ha detto di voler «andare fino in fondo» ed ha spinto per la creazione di ben due comitati di inchiesta parlamentati, uno del Congresso e un altro del Senato, che da ieri indagano sui dossier. «Non abbandonerò questa campagna perché difendo la credibilità degli Stati Uniti d'America e la mia personale - ha tuonato Kerry - perché se (il presidente ndr) ha mentito, ha mentito anche a me personalmente».

Mentre in America si dibatte dal Belgio arriva la notizia che il presidente americano e il premier britannico Tony Blair sono stati denunciati per crimini di guerra davanti alla corte di Bruxelles. La procura ha detto che non procederà, ma intanto ha trasmesso i fascicoli alle autorità statunitensi e britanniche.

Ivan Bonfanti
(20 giugno 2003)

Fonte: Liberazione online



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