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Torna la voglia di proporzionale - giovedì 29 maggio 2003 at 10:41
Forza Italia è ritentata dalla voglia di ritorno al sistema elettorale proporzionale. All’indomani del primo turno delle amministrative, che non è stato generoso nei confronti del centrodestra, Silvio Berlusconi torna ad accarezzare l’idea di modificare la legge elettorale attuando come modello unico quello delle provinciali.
Soprattutto il premier è rimasto infastidito dalle reazioni di An dopo la sconfitta romana. Ritiene immotivate le accuse di Fini a Fi e Lega e pensa a un sistema dove sia chiaro immediatamente chi ha vinto e chi ha perso. Dunque il proporzionale dove ogni forza politica pesa per i voti che prende.
Un progetto, ma anche una minaccia verso le eccessive pretese di An e Udc che sembrano spingere per un rimpasto di governo.
Con il proporzionale Berlusconi vuole rompere ogni tentativo di asse Fini-Follini contro l’accordo Fi-Lega che si cementa ogni lunedì sera nella cena settimanale tra il Cavaliere e il Senatur.
Berlusconi denuncia che si sta assistendo al ritorno degli “egoismi di partito” che fanno venir meno le ragioni profonde dell’alleanza che rendono troppo fragili le aggregazioni politiche.
Insomma, secondo il premier, il sistema maggioritario che avrebbe dovuto favorire il bipolarismo e ridurre il numero delle forze in campo, ha fallito. Per questo meglio un ritorno al passato, al sistema proporzionale, magari con la correzione del premio di maggioranza per agevolare il bipolarismo e rendere stabili i governi.
Non è da oggi che il Cavaliere considera "insufficiente e superato" l'attuale sistema elettorale. Le conseguenze del voto di domenica scorsa hanno solo confermato questo giudizio. L'illusione che il maggioritario avrebbe portato a un partito unico di centrodestra, si è rivelata "storicamente irrealizzabile". Dunque, si torni al proporzionale.
Il progetto, peraltro potrebbe andare bene anche a Bossi e all’Udc. Gli unici a temerlo sono quelli di Alleanza nazionale che, per adesso, aspettano i ballottaggi per tornare alla carica con la verifica di governo: Che per loro significa anche un rimescolamento di carte all’interno della compagine governativa, magari per ottenere nuovi dicasteri (Salute e Infrastrutture) al posto degli attuali.
E un rimpasto, malgrado le smentite, piacerebbe, eccome!, anche ai centristi.

29 Mag 2003

Fonte: Il Giornale online


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