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Un anelito di pace attraversa il mondo - sabato 22 marzo 2003 at 12:33
CENTINAIA DI MIGLIAIA DI PERSONE MANIFESTANO CONTRO LA GUERRA IN OGNI PARTE DEL PIANETA

Un anelito di pace attraversa il mondo. Dalla Germania alla Grecia, dalla Spagna al Pakistan, dall'Australia al Canada fino ai Territori palestinesi centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza per esprimere il proprio rifiuto alla guerra.
Una serie di dimostrazioni si sono registrate in Europa. A Berlino cinquantamila studenti hanno manifestato sfilando in corteo dalla piazza centrale di Alexanderplatz fino all'Ambasciata americana, intorno alla quale sono state incrementate le misure di sicurezza. I dimostranti sono arrivati anche alla porta di Brandeburgo. Anche a Stoccarda circa quindicimila ragazzi sono scesi in piazza. In Francia almeno ventimila persone si sono riversate per le strade. Una enorme folla ha manifestato davanti all'Ambasciata americana a Parigi, dove sono state rafforzate le misure di sicurezza. Anche in altre città del Paese si sono registrate dimostrazioni. Oltre mille studenti hanno manifestato a Montpellier, mentre migliaia di persone sono scese in piazza anche a Marsiglia, Lione e Arles.
Ad Atene i pacifisti hanno marciato dalla piazza centrale, Syntagma, fino all'Ambasciata statunitense. L'edificio è stato inoltre bersaglio con lanci di uova e di tintura rossa. La scuola statunitense nella capitale greca è stata chiusa per ragioni di sicurezza. Undicimila persone hanno marciato verso il Consolato degli Stati Uniti a Salonicco, e circa diecimila hanno protestato fuori dal Consolato britannico a Patrasso.
In Gran Bretagna i manifestanti hanno bloccato strade, boicottato scuole e luoghi di lavoro in tutto il Paese. Proteste si sono registrate a Manchester, Leeds e Bradford. A Londra centinaia di persone si sono riunite nella piazza del Parlamento, davanti alla Camera dei Comuni e a Whitehall, bloccando il traffico. Diverse centinaia di persone hanno manifestato contro la guerra anche a Madrid. Migliaia di studenti si sono riversati per le strade di Vienna, mentre in Svizzera oltre diecimila scolari hanno protestato davanti alle Ambasciate statunitense e britannica a Berna. I giovani si sono sdraiati in terra per rappresentare simbolicamente delle vittime della guerra.
Anche in altri Continenti la protesta si fa sempre più intensa. In Canada si sono registrate diverse dimostrazioni, soprattutto a Toronto. Almeno quarantamila persone sono scese per le strade di Melbourne per protestare contro la guerra. Per la prima volta poliziotti in assetto antisommossa hanno presidiato il Parlamento a Canberra ed è stata rafforzata la presenza di agenti intorno alle missioni diplomatiche americane.
Il mondo islamico è mobilitato contro il conflitto. Nella capitale pakistana, Islamabad, insegnanti e studenti dell'Università hanno manifestato nel campus dell'istituto gridando slogan antiamericani. In Siria studenti dell'Ateneo di Damasco hanno sfilato con striscioni contro la guerra. La polizia in assetto antisommossa non ha consentito ai manifestanti di raggiungere le Ambasciate degli Stati Uniti, dell'Egitto, del Qatar e degli Emirati Arabi Uniti. In Egitto violenti disordini si sono registrati al Cairo dove la piazza centrale è stata letteralmente occupata dai dimostranti. I manifestanti hanno chiesto al Governo di chiudere le Ambasciate di Usa e d'Israele. Inoltre a Betlemme, in Cisgiordania, centinaia di persone hanno marciato sventolando bandiere irachene e palestinesi. Manifestazioni si sono registrate anche nella Striscia di Gaza con bambini che hanno marciato nel campo profughi di Rafah.
In Indonesia almeno duemila persone del partito conservatore musulmano si sono radunate davanti all'Ambasciata americana a Jakarta gridando slogan contro gli Stati Uniti. Manifestazioni di protesta contro l'intervento militare americano si sono registrate anche a Bandung, Yogyakarta e Makassar. Scontri tra una cinquantina di studenti e la polizia si sono verificati a Semarang, Java centrale. Alcuni manifestanti sono rimasti leggermente feriti.
In Sud Africa, inoltre, una trentina di persone hanno manifestato davanti al consolato americano a Johannesburg. Decine di dimostranti si sono invece riuniti davanti all'Ambasciata degli Usa dove intendono rimanere fino alla fine della guerra.

(22 Marzo 2003)

Fonte: L'Osservatore Romano online

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