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Learning Objects e
Metadata |
I
Learning Objects
I learning objects sono “blocchi” autonomi tra loro
ed indipendenti dal contesto che possono essere assemblati (tra loro) in
ogni momento in cui ciò è richiesto ed in base alle esigenze del
discente[1]. In giro circolano tante definizioni dei Learning Objects, la
più accreditata è quella data da David Wiley che definisce i Learning
Object come “ogni risorsa digitale che può essere riutilizzata per
supportare l’apprendimento” [2] . In questa definizione è inclusa
qualsiasi cosa che possa essere resa disponibile on-line. Quindi i
learning objects li possiamo pensare come "atomi di conoscenza"
autoconsistenti. Oggigiorno i soggetti erogatori di formazione stanno
passando alla modalità di erogazione del materiale didattico basata
sull’approccio “Learning Object” per via del più alto livello qualitativo
riconosciuto ad esso rispetto ai metodi precedenti. Inoltre i Learning
Objects possono essere riusati se opportunamente specificati e
realizzati[3].
Caratteristiche dei Learning Objects
Le principali caratteristiche che debbono possedere i Learning Objects
sono due la combinazione e la granularità . Della combinazione si occupano
i “computer agent” che possono comporre in modo automatico ed in modo
dinamico le “lezioni”, personalizzandole per i singoli utenti. I Learning
Objects grazie al fatto di avere i metadata che li esplicitano (come una
specie di “dati di targa”), possono essere individuati, aggiornati e
ricomposti, dagli LCMS[4], per formare nuovi “moduli didattici”
rispondenti in modo innovativo agli obiettivi formativi dei learners
(percorso di apprendimento personalizzato e riadattabile dinamicamente
alle esigenze del learner), nel rispetto di alcuni vincoli imposti dalla
strategia di obiettivo formativo delle aziende, università ed enti cui il
learner “dipende”. La granularità è una caratteristica che esprime quali
dimensioni (quanto deve essere grande) debba avere un Learning Object. Vi
è abbastanza aleatorietà in ciò e possiamo affermare che una risorsa per
attribuire una dimensione al L.O. possa essere sicuramente il buon
senso[5] (Argomenti diversi hanno difficoltà diverse) dell’instructional
designer che è colui che immette i vincoli di selezione dei Learning
Objects all’interno del software LCMS nel rispetto degli obiettivi
didattico/formativi prefissati. Maggiore è la combinabilità e la
granularità dei L.O. definiti, migliore sarà la loro riusabilità in
diversi contesti didattici, più facile sarà la loro localizzabilità e più
agevole sarà il loro uso personalizzato alle caratteristiche dello
studente.
I metadata
L'approccio basato sui "Learning Objects" è sempre più diffuso. Standard
internazionali come AICC[6], IMS[7] e SCORM .[8] stanno risolvendo il
problema della interoperabilità fra le diverse piattaforme di formazione a
distanza. Creare Learning Objects efficaci e realmente riutilizzabili,
però, non è solo un problema tecnologico: richiede una specifica
metodologia di progettazione e realizzazione, seguendo la quale, è
possibile realizzare in tempi rapidi e a costi contenuti L.O. di elevata
qualità. Per garantire che i learning objects siano aggregati, suddivisi e
riutilizzati è necessaria standardizzare la loro descrizione ovvero
definire quello che in gergo si chiama “set di metadati”
I meta-dati (o metadata) sono definiti come quei dati che non si
riferiscono direttamente ai contenuti concreti di un L.O., li
classificano, nel senso che rinviano ai contenuti di apprendimento del
L.O. Per esempio in una scheda di identificazione di un testo in una
biblioteca sono meta-dati i campi "autore" "titolo" etc. Essi rinviano ai
dati contenuti nei relativi campi per esempio "Settembrini" e "Ricordanze
della mia vita" questi direttamente connessi ad una determinata opera
letteraria. I metadata devono contenere il tipo di oggetto (testo, audio,
immagine, etc..), l’autore, il proprietario dell’oggetto, i termini di
distribuzione ed il formato. Un esempio di cosa deve contenere un metadata,
più completo è il seguente:
Nome – Etichetta assegnata al dato
Identificatore – Identificativo univoco assegnato al dato
Versione – Versione del dato
Registrazione di autorità – Entità autorizzata a registrare il dato
Lingua – Lingua nella quale il dato è indicato
Definizione – Indicazione che rappresenta chiaramente il concetto e la
natura essenziale del dato.
Obbligatorietà – Indica se il dato è richiesto sempre o solo in alcuni
casi (contiene un valore)
Tipo di dato – Indica la tipologia del dato che può essere rappresentato
nel valore del dato stesso
Occorrenza massima – Indica un limite alla ripetibilità del dato
Commento – Un’osservazione che concerne l’applicazione del dato.
Il set di metadati attualmente più noto è quello del progetto
Instructional Management Systems IMS pubblicato nel 1998.[9]
[1] Federica Bianchi Articolo tratto dalla tesi discussa da F. Bianchi nel
2002 presso l’Università degli Studi di Torino (relatore prof. Alessandro
Perisinotto).
[2] Whiley, David A., nel sito http://wiley.ed.usu.edu/index.html
[3] Per informazioni sui modi di etichettare i learning objects si veda il
sito del LOM Working Group al link: LOMWG IEEE, http://ltsc.ieee.org/wg12/
[4] Learning Content Management System
[5] I learning Object non debbono superare la durata di 20 minuti
coincidente con il valore medio della curva di attenzione del learner, un
SottoModulo Lezione composto con combinazioni di Learning Objects deve
avere durata inferiore alle due ore, vedi Dalla FaD all’e-Learning: la
formazione a distanza non è più così distante, aut. Federica. Garbolino
http://www.isvor.it/aspasia.pdf , pag. 20.
[6] Aviation Industry CBT Committee
[7] Instructional Management Systems (IMS) è un consorzio tra patners
aziendali, accademici e governativi: nato nel 1997 dalla EduCom National
Learning Infrastructure, è oggi il punto di riferimento principale per la
definizione delle specifiche riguardanti l’e-Learning.
[8] Sharable Coourseware Object Reference Model assieme ad AICC
definiscono linee guida per lo sviluppo e la distribuzione di corsi
on-line.
[9] Per l’elenco del set di metadati di IMS vedere articolo di Paola
Perino del 26 maggio 2003 al link:
http://www.blucomfort.com/internetime/tutto/pag_articolo.php?articolo_ID=cas_30
***
Domenico Capano, Articolo tratto dalla tesi di laurea discussa da Domenico
Capano, presso l'Università degli Studi di Roma, "La Sapienza", dicembre
2003 (relatore prof. Marco Temperini): "Open and Distance Learning via
web: un esperimento su corsi di Fondamenti di Informatica"
http://www.comunedasa.it/mimc/index.asp
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