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Centenario terremoto di Reggio e Messina ... - mercoledì 23 aprile 2008 at 17:41

Il 2008 proclamato “Anno Internazionale del Pianeta Terra” da parte dell’ONU, coincide col centenario del terremoto-tsunami che rase al suolo Reggio Calabria e Messina, il più disastroso evento naturale degli ultimi cento anni dell’intero Mediterraneo.
Questa significativa coincidenza di eventi, invece di favorire il moltiplicarsi delle iniziative attivate in ogni angolo del Pianeta con scienziati, cittadini, politici ed educatori impegnati a dialogare sulla fragilità e vulnerabilità del nostro pianeta, sui notevoli progressi delle Geoscienze e, quindi, sul come applicare questo potenziale di conoscenze per il bene dell’umanità e lo sviluppo sostenibile, purtroppo, in Calabria è ignorata o non considerata.
Atteggiamenti di rassegnata passività o d’indifferenza caratterizzano proprio la regione dove risultano più rilevanti sia gli effetti degli eventi naturali come quelli sismici e la piovosità, sia le conseguenze dell’uso sconsiderato delle risorse.
Effetti e conseguenze di forte impatto sul territorio e la qualità della vita delle popolazioni calabresi e documentati e descritti in ogni epoca sia dalla storia millenaria degli uomini sia dalla geologia del territorio; oltre a costituire i temi delle iniziative AIPT.
In proposto, è da ricordare che nel mese di marzo di cento anni fa un terremoto con intensità del quinto-sesto grado della scala Mercalli-Cancani-Sieberg colpiva la fascia centrale della regione ed il territorio di molti comuni tra cui, Cosenza, Catanzaro, Nicastro, Sambiase, Petilia Policastro, Nicotera, Dipignano, Fuscaldo, San Demetrio Corone, Savelli San Marco Argentano, Tiriolo, Cortale, Borgia, Maida, Soveria Mannelli, Gimigliano, Nocera Torinese, Gasperina, Squillace. L’evento sismico di marzo, significativo della sismicità del territorio, non è tuttavia tristemente noto come quello di dicembre dello stesso 1908 quando furono rase al suolo Reggio Calabria e Messina.
Così come va ricordato che i territori di tutti i 409 comuni della regione sono classificati a rischio sismico: alto 261comuni, e medio 148.
Fortemente condizionati da imponenti processi geodinamici, i lineamenti del paesaggio mostrano ovunque, e più di ogni altra regione d’Italia, la rilevanza e rapidità di cambiamenti legati a terremoti, tsunami, frane e alluvioni.
A queste specificità geoambientali, di grande interesse per studiosi e centri di ricerca di tutti i continenti, sono associati, d’altra parte, i preziosi accumuli di giacimenti minerari di argento, rame, ferro, oro, ecc. saccheggiati per millenni sulle colline e montagne che si elevano tra il Tirreno e lo Jonio.
Ad altre specificità come gli assetti idrogeomorfologici è legata la presenza di ricche sorgenti e falde idriche con acqua fredda e calda di ottima qualità.
I dati dell’ingente patrimonio idrico regionale sono documentati negli elaborati del Progetto Speciale 26 “Studio Organico Delle Risorse Idriche della Calabria” ed in quelli precedenti degli anni trenta del secolo scorso. Oltre a ricche falde idriche freatiche ed artesiane individuate nelle zone di pianura gli studi citati documentano trenta mila sorgenti. E precisamente: 4.598 sorgenti con portate superiore ad un litro al secondo e 14.744 sorgenti con portata superiore a 60 litri al minuto, con un a disponibilità complessiva di 43.243 litri al secondo. A queste sono da aggiungere altre 10.442 sorgenti con portata inferiore a sei litri al minuto.
Delle sorgenti con portata superiore ad un litro al secondo ben 211 sono caratterizzate da acque calde e 5 termali con temperatura superiore a 30 gradi centigradi.
L’irrazionale e,o il mancato utilizzo dell’acqua disponibile invece di sviluppo e ricchezza ha spesso provocato movimenti franosi sui rilevi collinari e montani e alluvioni in pianura. Sulle cause del degrado idrogeologico, oltre ai dissennati interventi antropici più recenti, sono da considerare anche quelli più remoti legati al saccheggio delle risorse minerarie come descritti nella Storia Naturale da Plinio il Vecchio.
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di Mario Pileggi


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