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 Diciannove di marzo
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Inserito il - 22 aprile 2015 : 19:17:35  Link diretto a questa discussione  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Admin Invia a Admin un Messaggio Privato Aggiungi Admin alla lista amici
A te mia piccola, dolce grande donna.
Le tradizioni sono le radici, l’anima di un popolo.
Sono l’identità, il fluido vitale, la cultura, il presupposto della sua esistenza.
Un popolo senza tradizioni è solo un mucchio di cenere destinato a disperdersi al primo soffio impetuoso del vento.


DICIANNOVE DI MARZO

Avevo otto anni quando anch’io presi parte, come figurante, al tradizionale Convito di San Giuseppe per simboleggiare Gesù.
Insieme a un uomo e una donna, due bisognosi del posto, nelle vesti di San Giuseppe e della Madonna, diedi vita alla rappresentazione, organizzata da una famiglia contadina nonostante la sua condizione fosse di grave disagio economico.
Quell’anno, non fu l’unica malgrado la miseria diffusa.
È un frammento della mia fanciullezza e il ricordo dell'evento è rimasto intatto nella mente e nel cuore. Mi fa rivivere quella giornata nella quale, dopo avere assistito alla celebrazione della Santa Messa e fatto la comunione in una chiesa gremita di fedeli, mi recai, in anticipo di alcuni minuti, nell'umile dimora dove doveva avere luogo il rito. Indossavo per l'occasione il migliore abito che avessi e mi accompagnavano mia madre, le mie sorelle, mia nonna e mia zia.
Pure loro, per la migliore riuscita della tradizionale commemorazione a carattere popolare e religioso, com’era usanza, non si erano risparmiate per aiutare comare Maria nell'insieme degli innumerevoli lavori preparatori, davvero stressanti, iniziando alcuni giorni prima di buon mattino. Avevano trovato la soluzione al problema più importante: utilizzare i locali della mia casa per impastare a mano la farina e creare il quantitativo di maccheroni rapportato al numero presumibile delle pietanze da distribuire.
Questo prodotto casareccio, componente primario, avrebbe sostituito tutta la pasta di tipo industriale occorrente, a quei tempi difficile da trovare nei negozi locali perché non di largo consumo, oltre a essere considerato un bene di lusso precluso alle bocche dei poveri.
...
...

Era la prima bella e soleggiata giornata di marzo, davvero invitante: sembrava segnare la conclusione dell’inverno.
Appena fuori paese, lo scenario ricco di attrattive naturali, fece l’effetto di provocare un susseguirsi di esclamazioni di meraviglia.
Volgendo lo sguardo a destra, rimase come ammaliata alla vista della ridente vallata del Mesima-Marepotamo, solcata dai fiumi omonimi, sotto il manto di una fitta e rigogliosa vegetazione, dall'andamento altimetrico ondulato, dolcemente degradante verso il mare di Nicotera. Un'infinità di verde costituito da ampie distese di olivi e di altre piante che, in quell'istante, davano l'impressione di tingersi dei colori dell'iride, sotto l'effetto dei raggi del sole al tramonto: un fenomeno locale dovuto forse a motivi di rifrazione ottica in determinate ore del giorno e in determinate condizioni atmosferiche.
Le fu possibile osservare, in aggiunta, tutta la fascia costiera, oltre la quale c’è solo l'azzurro, comprendente uno squarcio del mare di Nicotera; il massiccio del Monte Poro; gli abitati delle città di Mileto e Vibo Valentia, disseminata da una infinità di piccoli borghi che, durante le sere di estate, quando si illuminano, regalano, a noi osservatori, uno spettacolo veramente fascinoso con le migliaia di luci tremule, simili a un brillio di lucciole o di stelle nel firmamento.
...
...


continua

Ubaldo Dorè


Diciannove di marzo






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Inserito il - 25 aprile 2015 : 18:38:33  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Admin Invia a Admin un Messaggio Privato Aggiungi Admin alla lista amici
Michelangelo Natale:
Caro Ubaldo, come al solito, il tuo scritto bello e pulito, che sgorga spontaneamente dal tuo sensibile mondo interiore, ci regala un'altra splendida "Giornata Particolare". Una giornata lontana, tanto cara a tutti i limpidesi, palpitante di fede cristiana vissuta secondo le modalità proprie del nostro ambiente locale, dove il tutto si attiva in maniera spontanea determinando nella semplicità generale dell'evento la vera essenza della manifestazione: concepire, anche se sopraffatti dal bisogno, un momento di amore e di umanità divina con i bisognosi. Privarsi del proprio pane per darlo agli affamati! Un gesto di fratellanza e di altruismo. In quel lontano diciannove marzo, gustare un pasto consistente in un misto di broccoli di rape, maccheroni fatti in casa, ceci con l'aggiunta di una piccola porzione di stoccafisso, frittelle di San Giuseppe, il tutto accompagnato da un buon bicchiere di vino era una prelibatezza. Tanti "poveracci" aspettavano l'evento con ansia per diversificare il magro pranzo quotidiano che quasi sempre veniva preparato a base di erbe selvatiche.






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