Forum Altomesima Online - Risposta a Umberto Galimberti sulla scuola
    Forum Altomesima Online

Forum Altomesima Online
Nome Utente:

Password:
 


Registrati
Salva Password
Password Dimenticata?

 

    


Menù riservato agli utenti registrati - Registrati  

Nota: Gli utenti registrati possono creare il loro Album Fotografico: cliccare su Album Foto



 Tutti i Forum
 Eventi Culturali Italia
 Spazio Letterario
 Risposta a Umberto Galimberti sulla scuola
I seguenti utenti stanno leggendo questo Forum Qui c'è:




Tutti gli utenti possono inserire NUOVE discussioni in questo forum Tutti gli utenti possono rispondere in questo forum
  Bookmark this Topic  
| Altri..
Autore Discussione Precedente Discussione Discussione Successiva  

Admin
Amministratore




Inserito il - 21 settembre 2014 : 19:46:54  Link diretto a questa discussione  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Admin Invia a Admin un Messaggio Privato Aggiungi Admin alla lista amici



Umberto Galimberti

Articolo di Umberto Galimberti: solo chi crede nella scuola può cambiarla

Risposta a Umberto Galimberti sulla scuola [A DIFESA DELLA SCUOLA]

Inserti come D la Repubblica (esce il sabato) generalmente si lasciano dal giornalaio oppure una volta acquistati si gettano via senza neanche togliere il cellofan che avvolge, al costo di 40 centesimi in più, 300 pagine di cui il 90% di pura pubblicità. Il rimanente 10% è fatto di interessanti articoli di attualità con nomi importanti quali Aspesi, Zucconi, Rampini, Galimberti. Alla riflessione di quest'ultimo - emerito psicanalista e filosofo - l'inserto riserva l'ultima pagina, una scheda nella quale egli risponde alle domande dei lettori. Ebbene, prima di liberarci di quella ponderosa rivista (dall'odore sgradevole) diamo sempre un'occhiata alla scheda di Galimberti. Sabato scorso, 20 settembre, egli ha risposto a un insegnante che, come tanti altri in questo periodo, esprimeva le sue motivate perplessità nei confronti del recente disegno di legge sull'Istruzione. I motivi erano sostanzialmente tre: 1. la sostituzione dei docenti assenti con altri colleghi interni (e non con precari) a prescindere dalle discipline insegnate; 2. l'apertura delle scuole anche al pomeriggio, se non fino alla sera (a fronte però della insufficiente copertura finanziaria che non consente affatto questo tipo di servizio o di 'tempo prolungato'); 3. l'estensione del lavoro sino a fine giugno (non tenendo conto però del disagio che il caldo comporta nella didattica). In sintesi riportiamo le risposte di Galimberti: 1. Trova naturale (sic!) che gli insegnanti assenti vengano sostituiti da altri insegnanti: basta amare la propria professione e non lasciarsi deviare da idee sindacal-contrattuali, perché la posta in gioco è «l'educazione dei giovani». 2. Sul prolungamento dell'orario trova di nuovo naturale che un insegnante viva a scuola: corregga i compiti, incontri e segua bene gli studenti, anche perché, sostiene, tutti gli altri lavoratori fanno 36 ore settimanali e gli insegnanti invece solo 18. I bidelli? Inutili. Tutti i loro lavori (come pulire i cessi, tagliare l'erba e dare il bianco nelle aule) possono essere svolti dagli studenti, dai loro genitori, dai nonni e, naturalmente, perché no? dai docenti. 3. Quanto al caldo - e che diamine! basta l'entusiasmo e la passione degli insegnanti a rinfrescare l'aria nelle classi di 30 alunni, durante la sesta ora di lezione, dalle 13 alle 14, a fine giugno. Certo, in questo periodo di crisi economica, di recessione e di deflazione la richiesta di restrizioni, di spremiture e di sacrifici da parte del governo sembra «del tutto naturale» a molti Italiani 'lungimiranti' come il signor Tugnoli (si vedano le lettere a Repubblica del 10 e dell'11 settembre). Ma da un intellettuale come Umberto Galimberti non ci saremmo mai aspettati una simile 'lungimiranza'. Ciò detto, un fatto, a quanto pare, resta comunque assodato: né il Ministero - come afferma il docente, a cui anche il filosofo non ha voluto risparmiare il suo saggio rimprovero - né lo stesso Galimberti sanno «che cosa sia una scuola». Ora, se, come suona il titolo della risposta del sapiente al docente, «solo chi crede nella scuola può cambiarla», e se malgrado i diversi tentativi fin qui compiuti, la scuola non cambia o cambia in peggio, ciò forse significa che gli insegnanti non credono nella scuola? Ci sembrerebbe alquanto ingiusta una simile conclusione. Galimberti sappia piuttosto che se oggi l'immenso baraccone della scuola pubblica sta su - perché purtroppo di questo oggi si tratta -, malgrado la brutta aria che tira contro di esso da circa vent'anni, questo lo si deve proprio agli insegnanti (a tutti gli insegnanti, specialmente ai precari), nei quali la passione, l'entusiasmo e persino la tenacia certo non mancano (nonostante la continua dequalificazione, non solo economica), ma vengono vieppiù smorzate sia dall'azione miope e disorientante della politica sia da interventi sconcertanti come il suo.

Ivrea, 21 settembre 2014

Franco Di Giorgi



Articolo in pdf Risposta a Umberto Galimberti sulla scuola






 Firma di Admin 
Saluti
Amministratore
-------------------
Seguici anche su Facebook:





Abbonati alle notizie del forum


 Regione Piemonte  ~ Prov.: Torino  ~  Messaggi: 587  ~  Membro dal: 18 maggio 2008  ~  Ultima visita: 03 ottobre 2017
  Discussione Precedente Discussione Discussione Successiva  
  Bookmark this Topic  
| Altri..
 
Vai a:

Herniasurgery.it | Snitz.it | Crediti Snitz Forums 2000
Questa pagina è stata generata in 0,15 secondi.