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mimc
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Inviato il il 19/02/2004 :  13:52:57  Guarda il profilo di  Visita il Sito di mimc  Rispondi Citando

1.1 I Learning Objects

I learning objects sono “blocchi” autonomi tra loro ed indipendenti dal contesto che possono essere assemblati (tra loro) in ogni momento in cui ciò è richiesto ed in base alle esigenze del discente[1]. In giro circolano tante definizioni dei Learning Objects, la più accreditata è quella data da David Wiley che definisce i Learning Object come “ogni risorsa digitale che può essere riutilizzata per supportare l’apprendimento” [2] . In questa definizione è inclusa qualsiasi cosa che possa essere resa disponibile on-line. Quindi i learning objects li possiamo pensare come "atomi di conoscenza" autoconsistenti. Oggigiorno i soggetti erogatori di formazione stanno passando alla modalità di erogazione del materiale didattico basata sull’approccio “Learning Object” per via del più alto livello qualitativo riconosciuto ad esso rispetto ai metodi precedenti. Inoltre i Learning Objects possono essere riusati se opportunamente specificati e realizzati[3].


1.1.1 Caratteristiche dei Learning Objects

Le principali caratteristiche che debbono possedere i Learning Objects sono due la combinazione e la granularità . Della combinazione si occupano i “computer agent” che possono comporre in modo automatico ed in modo dinamico le “lezioni”, personalizzandole per i singoli utenti. I Learning Objects grazie al fatto di avere i metadata che li esplicitano (come una specie di “dati di targa”), possono essere individuati, aggiornati e ricomposti, dagli LCMS[4], per formare nuovi “moduli didattici” rispondenti in modo innovativo agli obiettivi formativi dei learners (percorso di apprendimento personalizzato e riadattabile dinamicamente alle esigenze del learner), nel rispetto di alcuni vincoli imposti dalla strategia di obiettivo formativo delle aziende, università ed enti cui il learner “dipende”. La granularità è una caratteristica che esprime quali dimensioni (quanto deve essere grande) debba avere un Learning Object. Vi è abbastanza aleatorietà in ciò e possiamo affermare che una risorsa per attribuire una dimensione al L.O. possa essere sicuramente il buon senso[5] (Argomenti diversi hanno difficoltà diverse) dell’instructional designer che è colui che immette i vincoli di selezione dei Learning Objects all’interno del software LCMS nel rispetto degli obiettivi didattico/formativi prefissati. Maggiore è la combinabilità e la granularità dei L.O. definiti, migliore sarà la loro riusabilità in diversi contesti didattici, più facile sarà la loro localizzabilità e più agevole sarà il loro uso personalizzato alle caratteristiche dello studente.

1.1.2 I metadata

L'approccio basato sui "Learning Objects" è sempre più diffuso. Standard internazionali come AICC[6], IMS[7] e SCORM stanno risolvendo il problema della interoperabilità fra le diverse piattaforme di formazione a distanza. Creare Learning Objects efficaci e realmente riutilizzabili, però, non è solo un problema tecnologico: richiede una specifica metodologia di progettazione e realizzazione, seguendo la quale, è possibile realizzare in tempi rapidi e a costi contenuti L.O. di elevata qualità. Per garantire che i learning objects siano aggregati, suddivisi e riutilizzati è necessaria standardizzare la loro descrizione ovvero definire quello che in gergo si chiama “set di metadati”

I meta-dati (o metadata) sono definiti come quei dati che non si riferiscono direttamente ai contenuti concreti di un L.O., li classificano, nel senso che rinviano ai contenuti di apprendimento del L.O. Per esempio in una scheda di identificazione di un testo in una biblioteca sono meta-dati i campi "autore" "titolo" etc. Essi rinviano ai dati contenuti nei relativi campi per esempio "Settembrini" e "Ricordanze della mia vita" questi direttamente connessi ad una determinata opera letteraria. I metadata devono contenere il tipo di oggetto (testo, audio, immagine, etc..), l’autore, il proprietario dell’oggetto, i termini di distribuzione ed il formato. Un esempio di cosa deve contenere un metadata, più completo è il seguente:

Nome – Etichetta assegnata al dato

Identificatore – Identificativo univoco assegnato al dato

Versione – Versione del dato

Registrazione di autorità – Entità autorizzata a registrare il dato

Lingua – Lingua nella quale il dato è indicato

Definizione – Indicazione che rappresenta chiaramente il concetto e la natura essenziale del dato.

Obbligatorietà – Indica se il dato è richiesto sempre o solo in alcuni casi (contiene un valore)

Tipo di dato – Indica la tipologia del dato che può essere rappresentato nel valore del dato stesso

Occorrenza massima – Indica un limite alla ripetibilità del dato

Commento – Un’osservazione che concerne l’applicazione del dato.

Il set di metadati attualmente più noto è quello del progetto Instructional Management Systems IMS pubblicato nel 1998.[9]

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[1] Federica Bianchi Articolo tratto dalla tesi discussa da F. Bianchi nel 2002 presso l’Università degli Studi di Torino (relatore prof. Alessandro Perisinotto).

[2] Whiley, David A., nel sito http://wiley.ed.usu.edu/index.html

[3] Per informazioni sui modi di etichettare i learning objects si veda il sito del LOM Working Group al link: LOMWG IEEE, http://ltsc.ieee.org/wg12/

[4] Learning Content Management System

[5] I learning Object non debbono superare la durata di 20 minuti coincidente con il valore medio della curva di attenzione del learner, un SottoModulo Lezione composto con combinazioni di Learning Objects deve avere durata inferiore alle due ore, vedi Dalla FaD all’e-Learning: la formazione a distanza non è più così distante, aut. Federica. Garbolino http://www.isvor.it/aspasia.pdf , pag. 20.

[6] Aviation Industry CBT Committee

[7] Instructional Management Systems (IMS) è un consorzio tra patners aziendali, accademici e governativi: nato nel 1997 dalla EduCom National Learning Infrastructure, è oggi il punto di riferimento principale per la definizione delle specifiche riguardanti l’e-Learning.

Sharable Coourseware Object Reference Model assieme ad AICC definiscono linee guida per lo sviluppo e la distribuzione di corsi on-line.

[9] Per l’elenco del set di metadati di IMS vedere articolo di Paola Perino del 26 maggio 2003 al link:

http://www.blucomfort.com/internetime/tutto/pag_articolo.php?articolo_ID=cas_30


***

Domenico Capano, Articolo tratto dalla tesi di laurea discussa da Domenico Capano, presso l'Università degli Studi di Roma, "La Sapienza", dicembre 2003 (relatore prof. Marco Temperini):
"Open and Distance Learning via web: un esperimento su corsi di Fondamenti di Informatica"


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